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26 Settembre 2021 - 14:01
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Sanità privata / Verso lo sciopero del 16 settembre

Anche in Lombardia oggi è proseguita la mobilitazione per chiudere un rinnovo contrattuale tra i più travagliati

31 ago. – Una vergogna senza fine e che, invece, deve finire. Così chiedono Fp Cgil – Cisl Fp – Uil Fpl, in rappresentanza di lavoratrici e dei lavoratori basiti e infuriati, rispetto alla vertenza contrattuale della sanità privata accreditata. Lo sciopero generale del settore è stato indetto per mercoledì 16 settembre e la mobilitazione ad agosto non si è fermata. Diverse le iniziative nel paese – assemblee, presidi, volantinaggi – che si sono intensificate il 24 davanti alle Prefetture e oggi, 31 agosto, presso le strutture sanitarie.

Lo sciopero è in ragione della mancata ratifica, il 30 luglio, della preintesa contrattuale da parte di Aiop e Aris. Siglata lo scorso 10 giugno, è stata approvata da lavoratrici e lavoratori che sono 14 anni in stallo sui diritti normativi ed economici legati al rinnovo del contratto nazionale. Quello delle controparti datoriali è stato, secondo i sindacati, “un passo indietro, vile e vergognoso, nonostante ci fossero alla base del rinnovo garanzie istituzionali, confermate sia dal livello nazionale, il Ministero della Salute, che dai livelli regionali, dalla Conferenza delle Regioni alle singole Regioni stesse”. Del tipo che per la prima volta un contratto nazionale privato viene in parte sostenuto con risorse economiche pubbliche.

“Aiop e Aris sono venute meno agli impegni presi. Un atto gravissimo e irresponsabile, non rispettoso della professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno diritto al contratto sia a prescindere sia per i sacrifici economici sostenuti negli anni. Va anche ricordato il loro apporto nell’emergenza pandemica, nello svolgere un lavoro pari a quello delle colleghe e dei colleghi della sanità pubblica. Lo sciopero a questo punto è una risposta necessaria e di dignità” afferma Manuela Vanoli, segretaria generale Fp Cgil Lombardia.

Nella nostra regione –dove sono coinvolti circa 50mila operatori e operatrici sui 150mila circa complessivi, oggi si sono tenuti presidi unitari o assemblee nei territori di Varese (sede UNIVA di Busto Arsizio), Pavia (Istituto Clinico Città di Pavia), Brescia (Istituto Clinico Città di Brescia, San Rocco, Sant’Anna, Don Gnocchi, Fatebenefratelli, Maugeri di Lumezzane, Domus, Poliambulanza) Mantova (Ospedale Civile Volta Mantovana, San Pellegrino Castiglione, Ospedale di Suzzara, Maugeri Castel Goffredo, Clinica San Clemente Mantova), Monza (Istituti clinici Zucchi di Carate e Monza, Maugeri di Lissone, Multimedica di Limbiate) e Bergamo (piazza Vittorio Veneto). (ta)