12 Aug 2022
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MMG / Incompatibilità d’Accademia

Presa di posizione della Fp Cgil Medici di Medicina Generale della Lombardia a sostegno dei futuri MMG che contestano le incompatibilità inserite da Polis nel regolamento del corso di formazione specifica 2019-2022. Barbieri: “vincoli insensati”

6 sett. – “Fp Cgil Medici giudica del tutto prive di buon senso, oltre che illegittime, le incompatibilità introdotte di recente e in modo improvvido da Polis Lombardia, cioè quelle tra la firma del contratto di formazione in Medicina Generale e le attività di Continuità Assistenziale e/o di sostituzione negli studi dei Medici di Medicina Generale”. Giorgio Barbieri, responsabile Fp Cgil MMG Lombardia, segue da vicino le questioni che ruotano attorno alla medicina generale, anche quelle dei futuri colleghi e colleghe, appunto, che hanno scritto alla loro scuola regionale, l’Accademia Polis, rispetto ad alcune criticità presenti nel regolamento del corso di formazione per il triennio 2019-2022. L’appello ieri è stato inviato anche a tutti gli ordini dei medici lombardi.

Come Fp Cgil Medici ci state già lavorando. Nei giorni scorsi hai contattato il direttore di Polis, Alessandro Colombo. Quali sono le vostre richieste? “Questi vincoli vanno revocati quanto prima: senza vantaggio per alcuno, penalizzano gravemente e insensatamente colleghe e colleghi in formazione, ai quali si inibisce un’attività espressamente prevista persino dall’Accordo Collettivo Nazionale MMG vigente. Per questo, chiediamo all’Accademia di aprire subito un tavolo di confronto con la nostra categoria” risponde Barbieri.

Nella partita è coinvolto anche il diritto alla salute dei cittadini, peraltro sotto pandemia. Sono circa 300 i giovani camici che, in formazione, supportano il nostro sistema sanitario regionale. Verrebbero quindi meno? “Sì. Far mancare al territorio l’importante contributo di colleghi laureati, seppure formalmente ancora non provvisti di formazione specifica, proprio in anni in cui la carenza di medici di medicina generale sta mettendo in grave crisi l’intero sistema delle cure territoriali, ha un che di inspiegabilmente masochistico”.

Quali le dirette ricadute su di loro? “Con l’inizio dei corsi dovrebbero abbandonare un’attività che non solo è un importante tirocinio ma, in passato, ha sempre permesso di guadagnare quel reddito minimo per sopravvivere a chi frequentava la scuola di formazione in Lombardia. Tutt’oggi lo permette – così mi risulta -, nelle scuole delle altre regioni d’Italia. Bisogna aggiungere che questo reddito non viene, invece, garantito dalla magra borsa erogata. Un altro rilievo va fatto sull’iniquo divario tra le borse di studio percepite dai colleghi in formazione specialistica universitaria rispetto a quelle per i futuri medici di medicina generale”.

Cosa sta facendo il sindacato? “La Fp Cgil Medici si batte perché la formazione in medicina generale sia parificata, borsa di studio inclusa, alle scuole di specializzazione universitarie. Vogliamo una vera specializzazione, quindi niente scuola ma università: la formazione dei futuri medici di base va riportata nel naturale alveo universitario, con docenti che siano professori per titolo e non ‘a chiamata’ delle scuole regionali, elevando così l’attestato, appunto, al rango di diploma di specializzazione. E chiediamo di mantenere sul territorio la sola frequenza dei tirocini presso gli studi convenzionati”.

Cioè? “Oltre alla formazione teorica è necessaria quella sul campo che, attualmente, si traduce in due semestri di affiancamento a un medico di medicina generale tutor e un semestre nei servizi territoriali (consultori, Sert, ecc.). Questo dovrebbe restare. I tirocini occupano mezza giornata, le lezioni in genere l’altra”. (ta)