9 Dec 2021
HomePubblicazioneSanità privata: domani si sciopera

Sanità privata: domani si sciopera

Circa 100mila le lavoratrici e i lavoratori coinvolti dal rinnovo contrattuale, di cui circa 50mila in Lombardia. Sorrentino (Fp Cgil): “Noi agiremo in ogni sede, e non solo con la mobilitazione, anche con l’iniziativa giudiziaria per garantire alle lavoratrici e ai lavoratori del settore della sanità privata il diritto a vedersi riconosciuti gli aumenti contrattuali”. Vanoli (Fp Cgil Lombardia): “È da irresponsabili tirare troppo la corda”

15 sett. – “Forza lavoratrici e lavoratori! Domani sarà una straordinaria giornata di lotta. Sappiamo che state facendo ogni sforzo possibile. Sappiamo che in queste ore sia Aris sia Aiop stanno tentando ogni strada per metterci in difficoltà, per impedirci di scioperare, per costruire quelle condizioni affinché la maggior parte dei lavoratori sia esonerata oppure non riesca a esercitare il proprio diritto allo sciopero. Stiamo resistendo, azienda per azienda, territorio per territorio. Perché alla fine, la giustizia, soprattutto quella sociale, quando è dalla parte del lavoro, trionfa sempre. E domani sarà una straordinaria giornata di conquista del lavoro”. Così Serena Sorrentino, segretaria generale della Fp Cgil, in un video-appello  sprona le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata allo sciopero di domani, 16 settembre, indetto insieme alle categorie di Cisl e Uil, dopo che lo scorso 30 luglio le associazioni datoriali Aiop e Aris non hanno apposto la sigla definitiva al contratto nazionale, a preintesa già raggiunta.

Questa durissima vertenza contrattuale orami è nota: le lavoratrici e i lavoratori attendono il rinnovo del contratto da 14 anni. “Una vertenza che ha del surreale – afferma Sorrentino -: 14 anni di mobilitazioni per rivendicare il diritto alla dignità del lavoro, a vedersi rinnovato il contratto di lavoro. In questi mesi, in queste settimane lunghissime e difficili che ci hanno condotto a una trattativa conclusasi il 10 giugno dopo 3 anni di confronto con Aris ed Aiop, finalmente eravamo riusciti a consegnare alle lavoratrici e ai lavoratori l’impegno che in questi anni abbiamo dichiarato: se fai lo stesso lavoro devi avere lo stesso salario e gli stessi diritti”.

La dirigente sindacale ripercorre le tappe dell’ultima ignominia da parte delle associazioni datoriali che non solo non hanno sottoscritto il ccnl entro il 30 luglio ma nemmeno avevano “convocato le loro assemblee nazionali. Abbiamo gridato nelle aziende, nelle piazze, abbiamo consegnato questo messaggio ai parlamentari, ai presidenti di Regioni, al Governo: che questa era una vergogna, perché ancora una volta si dava uno schiaffo alla dignità professionale di tante lavoratrici e lavoratori che ogni giorno garantiscono il nostro diritto alla salute”.

E poi forse l’affondo pià duro di Sorrentino: “Diciamo ai presidenti di Aiop e Aris, ma soprattutto diciamo al sistema dei presidenti regionali di quelle associazioni datoriali, che non è tollerabile per noi che in queste ore facciano appelli, raccolgano adesioni, per diffidare le loro associazioni nazionali dalla sottoscrizione di quella preintesa e contemporaneamente stiano negoziando, in queste ore, con le Regioni, accordi con i quali quelle risorse che sono state in qualche modo garantite per rinnovare il contratto e adeguare i salari dei lavoratori se le intaschino comunque. Non ci può essere una condizione per la quale l’impresa ha più risorse e contemporaneamente dichiara di non voler redistribuire quelle risorse alle lavoratrici e ai lavoratori”. E ancora: “Lanciamo un messaggio ad Aris e Aiop e a coloro che applicano questo contratto: in queste ore lo state disdettando, però chiedete lo stesso di vedervi riconosciute le risorse. Noi agiremo in ogni sede, e non solo con la mobilitazione, anche con l’iniziativa giudiziaria per garantire alle lavoratrici e ai lavoratori del settore della sanità privata il diritto a vedersi riconosciuti gli aumenti contrattuali che sono stati contrattati con le organizzazioni sindacali”.

Circa 100mila sono le operatrici e gli operatori della sanità privata coinvolti in questa vertenza e Sorrentino sottolinea che “molti di più sono coloro i quali lavorano nel sistema della sanità accreditata e nel sistema socio sanitario accreditato. Questa sarà l’occasione per noi anche per dire che c’è un solo contratto di riferimento di questo mondo, che è quello della sanità privata. Contrasteremo in ogni sede i contratti pirata”.

In Lombardia domani, nel corso dello sciopero per l’intera giornata o turno di lavoro, si terranno presidi nei vari territori con  anche conferenze stampa. Manuela Vanoli, segretaria generale Fp Cgil Lombardia, si associa all’appello di Sorrentino: “L’adesione allo sciopero di domani sarà una risposta importante che le lavoratrici e i lavoratori daranno rispetto al mancato riconoscimento economico, professionale e aggiungerei anche personale rispetto al proprio impegno di contribuire quotidianamente a garantire il diritto alla salute. È intollerabile che le parti datoriali facciano esclusivamente cassa su tutto questo lavoro, con il carico di responsabilità e di cura che ci viene messo. È da irresponsabili tirare troppo la corda”. (ta)