30 Nov 2021
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La Nostra Famiglia e un coro solo: “vogliamo il contratto della sanità privata”

Oggi prima assemblea nazionale Fp Cgil – Cisl Fp – Uil Fpl delle lavoratrici e dei lavoratori dell’ente che vuole passare al contratto Aris Rsa

2 ott. – “Noi vogliamo il rinnovo del contratto della sanità privata, non vogliamo assolutamente che ci venga applicato il contratto Rsa. Qui noi facciamo sanità, facciamo riabilitazione ad alta intensità, facciamo una riabilitazione che è legata alla ricerca. Non siamo in qualsiasi centro di riabilitazione”. Così Flavio Concil, delegato Rsu Fp Cgil alla sede di Bosisio Parini dell’Associazione La Nostra Famiglia, in un video postato sulla pagina Facebook della Fp Cgil Lombardia.

L’Associazione, specializzata nel campo della cura e riabilitazione delle persone con disabilità, solo in Lombardia ha circa 1100 dipendenti, di cui circa 900 sul territorio lecchese.

Fp Cgil – Cisl Fp – Uil Fpl hanno organizzato oggi la prima assemblea nazionale da tutte le sedi dell’ente, in parte in presenza e in parte da remoto, con anche in collegamento le segreterie nazionali, per discutere su come affrontare una nuova stagione di lotta dopo la nuova beffa ricevuta dalle lavoratrici e dai lavoratori: hanno aspettato per 14 anni il rinnovo del contratto della sanità privata e ora che, dopo le contorsioni datoriali, finalmente pare arrivato il momento della sigla definitiva (l’8 ottobre), non se lo vedranno applicare. Perché? La proprietà, l’Istituto Secolare delle Piccole Apostole della Carità, fiutando per tempo il possibile approdo contrattuale, ha deciso unilateralmente di provare a cambiare il ccnl ai propri dipendenti, passandoli a quello delle Aris Rsa. Da mesi è partita una mobilitazione capillare dei lavoratori, con nella sede di Bosisio, pure un presidio permanente.

“Sono più di vent’anni che lavoro alla Nostra Famiglia di Bosisio Parini, all’Irccs. Prima lavoravo prevalentemente sull’ambulatorio, adesso lavoro nell’istituto scientifico e in parte sull’ambulatorio” dice nel video Chiara Rosci, logopedista. “Ci sentiamo estremamente penalizzati in questo momento. La nostra professionalità è continuamente cresciuta e ci sentiamo tutti altamente specializzati e professionali. Ma non abbiamo visto in questi anni risposte dalla Nostra Famiglia per valorizzare la nostra preparazione e valorizzare il nostro modo di essere e il nostro modo di essere dalla parte dei bambini. Noi siamo dalla parte dei bambini – specifica la lavoratrice – indipendentemente dal nostro stipendio. Ma ci sentiamo da soli, non c’è più una Nostra Famiglia che ci faccia sentire una famiglia”.

Rosci respinge l’atteggiamento aziendale che da un lato manipola moralmente i propri dipendenti e dall’altro comunque “non ci viene data la parte economica che spetta. Noi vogliamo il rinnovo del contratto della sanità privata, non il contratto che ci stanno proponendo adesso, estremamente penalizzante per la nostra professionalità e per la professionalità di tutte le persone che lavorano alla Nostra Famiglia”.

Concil racconta che, dopo questa assemblea, si aspetta il 5 ottobre quando, a livello nazionale, i sindacati incontreranno al Ministero del Lavoro la proprietà per trovare una soluzione a questa situazione. “A seconda di come va, poi le strade potrebbero essere le più diverse, anche lo sciopero generale. Noi auspichiamo in un cambio di passo della Nostra Famiglia: la sentiamo come se fosse la “Nostra Famiglia” o almeno vogliamo continuare a sentirla la “Nostra Famiglia”. Però le decisioni unilaterali, gli atteggiamenti quasi padronali che stiamo subendo in questi giorni non la fanno sentire una famiglia, la fanno sentire più un’azienda, una s.p.a”. (ta)

🔴 Il contratto nazionale della sanità privata pare trovare finalmente la sua quadra con la decisione di Aris e Aiop di…

Pubblicato da Funzione Pubblica Cgil Lombardia su Venerdì 2 ottobre 2020