Seguici
26 Settembre 2021 - 11:46
HomeMilanoComune di Milano: accordo sulle politiche occupazionali 2020-2022

Comune di Milano: accordo sulle politiche occupazionali 2020-2022

Cremonesi (Fp Cgil): un accordo molto importante, in cui rivendichiamo il nostro ruolo nel fare assumere più persone di quelle prospettate dall’amministrazione

9 ott. – Siglato nei giorni scorsi tra Comune di Milano, organizzazioni sindacali e Rsu un accordo sulle politiche occupazionali relativo agli anni 2020-2021-2022.

“È un accordo molto importante per l’investimento fatto, soprattutto in questo momento di crisi generale. L’amministrazione assumerà molte persone per poter garantire che i servizi alla cittadinanza vengano erogati, e questo nonostante gli effetti della pandemia sull’economia e sul bilancio comunale” afferma Natale Cremonesi, segretario generale Fp Cgil Milano che ha partecipato alla trattativa.

“Rivendichiamo – aggiunge il sindacalista – di aver fatto aumentare di 120 assunzioni quelle previste per il 2020 e che sono la differenza tra la proposta dell’amministrazione e l’accordo finale”.

In un triennio il Comune di Milano assumerà oltre 2000 dipendenti. Gli attuali si aggirano attorno ai 14mila.

Per la prima volta, con questo accordo, si fanno i conti con le nuove norme sulle politiche occupazionali. Il decreto legislativo 34/2019 e i decreti attuativi del maggio 2020 non le prevedono più in base alla percentuale del turnover ma in base ai nuovi parametri di sostenibilità finanziaria. Criterio peraltro che l’ente e noi come organizzazioni sindacali avevamo fortemente caldeggiato – spiega Cremonesi -. Purtroppo l’arrivo del Covid-19 ha fatto precipitare le entrate correnti di un Comune virtuoso come quello di Milano, con una spesa del personale che incideva per il 20%: la tassa di soggiorno è crollata, così come i dividendi delle partecipate. L’Atm ha drenato più risorse e ci sono state crisi settoriali. Insomma il virus è stato un macigno”.

Quindi? “L’amministrazione si è presentata alla trattativa sul piano 2020 con 393 assunzioni”.

Ne avete portate a casa, invece 510. “Esatto. Ma non solo – continua Cremonesi -. Abbiamo confermato il piano occupazionale 2019, pari a 994 assunzioni. Ne mancano 314 per via dei mesi di lockdown ma l’amministrazione si è impegnata a completarle entro fine anno. Per quanto riguarda le 510 del 2020, per quanto possibile si avranno dallo scorrimento delle graduatorie – e questo, intanto, consentirà l’esaurimento di quelle della polizia locale – e poi ci saranno quelle che arriveranno attraverso i concorsi pubblici. Rispetto al 2021 c’è una prima bozza su cui ritorneremo per declinare i dettagli e che prevede 564 nuove assunzioni”.

Sindacati e Rsu sottolineano il “contributo importante del Comune di Milano alla lotta contro una piaga storica come la disoccupazione, resa ancora più grave dagli effetti della pandemia”. Saranno quasi 2200 le assunzioni dal 2019 al 2021. “All’interno di questi numeri è stato confermato un impianto generale che, a fronte delle criticità diffuse in tutto l’ente e in tutte le direzioni, ha cercato di fornire risposte soddisfacenti garantendo un’equilibrata suddivisione delle risorse negli ambiti di attività dell’ente, a partire dai servizi alla persona, educativi e sociali, alla polizia locale, all’area amministrativa, all’area tecnica/cimiteriale, a quella operaia, a quella culturale, fino a prevedere alcune assunzioni anche in un’area nella quale per molti anni non ne erano state fatte come quella dei servizi di accoglienza e informazioni” si legge in un comunicato unitario diffuso.

Prosegue anche per quest’anno la stabilizzazione del personale amministrativo, con l’impegno per il 2021 a farlo per il personale educativo che ne ha i requisiti. Sono inoltre stati prorogati fino a fine anno lavoratrici e lavoratori con contratto a tempo determinato in scadenza a ottobre 2020.

“Non rinunciamo e non rinunceremo a chiedere, in tutte le istanze e a tutti i livelli, un impegno a voler favorire un piano straordinario di assunzioni nella Pubblica Amministrazione per il rafforzamento dei servizi a gestione diretta e contro qualsiasi ipotesi di loro esternalizzazione” scrivono le rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori, garantendo di vigilare sulla concreta realizzazione di quanto concordato. (ta)