29 Nov 2021
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Uffici tecnici / La Fp Cgil replica all’Ance

Per il sindacato il punto non è lo smart working ma le carenze di personale nelle amministrazioni pubbliche. Pirovano (Fp Cgil Lombardia): investire in nuova occupazione, formazione e valorizzazione delle professionalità

21 ott. – “Non è possibile imputare responsabilità ai lavoratori, non è tollerabile prendersela con loro che non fanno la manutenzione se alla prima pioggia si apre una voragine nelle strade. Sappiamo bene che il tema delle infrastrutture materiali e immateriali è il vero grande tema della competitività del paese ma per cambiare ci vogliono investimenti e assunzioni. Gli uffici tecnici risentono di una enorme emorragia di personale. La soluzione, e ci aspettiamo che Ance ci sostenga in questa battaglia, è in nuove assunzioni, soprattutto in questi settori tecnici, che possono contribuire al rilancio del paese”. Così la Fp Cgil nazionale replica all’Associazione nazionale costruttori edili che ieri, nel corso della sua assemblea annuale, tramite il presidente Gabriele Buia ha messo tra le criticità che stanno ulteriormente penalizzando il settore lo smart working nelle pubbliche amministrazioni e i tempi lunghi per ottenere le pratiche.

“Basta attacchi al lavoro pubblico, il vero danno non è imputabile allo smart working. Invece di prendersela con le lavoratrici e i lavoratori, Ance dovrebbe sostenere con noi la battaglia per assunzioni straordinarie di profili tecnici all’interno delle pubbliche amministrazioni. Figure letteralmente crollate negli anni: geometri, architetti, ingegneri, istruttori tecnici e figure tecnico dirigenziali, sono progressivamente scomparsi, al punto tale da registrare un calo degli addetti sul fabbisogno pari a un quarto del necessario” afferma la categoria della Cgil.

L’esempio portato riguarda gli uffici tecnici dei comuni di Bari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma e Torino che hanno una carenza di organico del 24,07% (mancano 1326 lavoratrici e lavoratori sui circa 5509 previsti) e soprattutto nell’ambito dell’attività progettuale. Un dato analizzato attraverso il conto annuale dello Stato che segnala, nel periodo 2009-2018, una contrazione di dipendenti comunali pari al 18,02% (da 396mila a 325mila addetti).

Per quanto riguarda, nello specifico, il capoluogo lombardo, la carenza di personale tecnico è del 14,56%.

“Il problema va oltre Milano, riguarda un po’ tutto il nostro territorio – afferma Lucilla Pirovano, coordinatrice delle funzioni locali per la Fp Cgil Lombardia –. Per rendere più efficienti le pubbliche amministrazioni, dove l’età media del personale sale sempre più, serve una massiccia dose di assunzioni, come chiediamo da tempo. Bisogna investire anche sulla formazione e sulla valorizzazione delle professionalità, affinché il settore pubblico sia sempre di più anche in questo campo della progettazione e del lavoro tecnico una risorsa strategica. Sicuramente questo dato – aggiunge Pirovano – dice quanto sia essenziale la pubblica amministrazione, di cui la stessa Ance manifesta l’esigenza. Il lavoro pubblico va messo dunque nelle condizioni di poter operare al meglio, va visto come un motore per il paese e non come un costo, a maggior ragione in questa crisi pandemica da superare”.

La sindacalista precisa peraltro che “da valutazioni fatte dalle pubbliche amministrazioni della Lombardia sulle performance di lavoratrici e lavoratori arriva un dato opposto a quello lamentato dai costruttori edili: di fatto è risultato efficace ed efficiente il lavoro da remoto prestato nell’emergenza sanitaria. Il lavoro pubblico anche nei mesi più difficili non si è fermato ma ha erogato i servizi essenziali e questo è un valore da riconoscere e da potenziare”. (ta)