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26 Settembre 2021 - 11:55
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Rsa del mantovano / Fp Cgil: il virus non aspetta

La denuncia della sindacalista Tomasini: grave ritardo per l’assistenza dedicata ad anziani Covid+ paucisintomatici o asintomatici e così si occupano posti preziosi in ospedale

23 ott. – I contagi da coronavirus riprendono a salire, purtroppo, anche nelle Rsa. A Mantova i sindacati lanciano l’allarme prevedendo prossimi picchi a fronte della carenza di posti letto negli ospedali e della mancanza di una rete di assistenza domiciliare. Al momento sarebbero 15 le persone anziane trasferite da 4 Rsa all’ospedale Poma, come comunicato da Ats e Asst lo scorso 21 ottobre nell’incontro con le rappresentanze dei lavoratori, centrali cooperative e l’associazione provinciale mantovana degli enti assistenziali. “A distanza di mesi dallo scoppio del virus, e con 900 persone morte solo nelle Rsa mantovane, non è stata ancora attivata una rete di strutture per ospitare anziani Covid+ sub acuti provenienti dalle case di riposo o dalle proprie. Il bando della scorsa estate è andato deserto. È grave! – attacca Magda Tomasini, segretaria della Fp Cgil provinciale -. Le 15 persone ora ricoverate al Poma non sono, fortunatamente e lo dico con tutte le cautele del caso, in condizioni critiche e quindi avrebbero dovuto essere portate in sedi dedicate, non potendo stare più nelle Rsa dopo il contagio, liberando posti letto per i pazienti più gravi. Ne arriveranno, i dati peggiorano di giorno in giorno”.

Asst Mantova ha comunicato che sta riorganizzando i propri ospedali per recuperare nuovi posti Covid. Ma non ci sono, già oggi, strutture che potrebbero ospitare anziani paucisintomatici o asintomatici? “L’ospedale di Viadana ha 6 posti letto, quello di Bozzolo 8 che arriveranno a 25 più avanti. Due strutture private si sono rese disponibili all’accoglienza ma dal 1° novembre e il virus nel frattempo non aspetta: l’ospedale San Pellegrino di Castiglione delle Stiviere, con 20 posti, e la Clinica Maugeri di Castel Goffredo con 30. La situazione già oggi è problematica e potrebbe ritornare drammatica”.

Il personale delle Rsa? “Ci preoccupa il continuo travaso di infermiere e infermieri verso gli ospedali, che offrono condizioni contrattuali migliori. E questo è un tema, anche perché si fatica a trovare sostituti. Altro punto imprescindibile è la tutela della salute di tutto il personale, sanitario e socio assistenziale: i dispositivi di protezione a questa tornata non mancano, ma chiediamo anche screening frequenti per monitorare la possibilità del contagio e la formazione, ne va fatta di più”. (ta)