9 Dec 2021
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Covid e sanità pavese

La Fp Cgil lancia un SOS. Sturini: servono massicce assunzioni di personale, qui la coperta è corta. Garantire salute e sicurezza alle lavoratrici e ai lavoratori è prioritario

26 ott. – La crisi sanitaria nel pavese si fa sempre più critica. A lanciare un SOS è la Fp Cgil con Patrizia Sturini. “Sale il numero delle persone contagiate e anche l’ospedale hub che doveva rimanere pulito, quello di Vigevano, ha dovuto trasformare in reparti Covid alcuni di quelli dedicati ad altre patologie. Anche la sanità privata accreditata è stata di nuovo chiamata a collaborare. Qui, peraltro, senza che le lavoratrici e i lavoratori abbiano ricevuto il premio Covid (salvo che nelle cliniche Maugeri e San Donato) come è stato fatto per i colleghi della sanità pubblica” sottolinea la sindacalista.

Al San Matteo sono stati creati altri 16 posti letto per il Covid e 6 per le terapie intensive. “Abbiamo una grossa preoccupazione relativa agli organici, a partire da questo ospedale che manderà 14 rianimatori e 42 infermieri di area critica all’hub della Fiera di Milano. Lo abbiamo appreso dalla stampa e allora con la Cisl abbiamo scritto alla Fondazione Policlinico chiedendo un incontro urgente: vogliamo sapere in quali settori è stato individuato questo personale, visto che non può essere dalle terapie intensive. Vogliamo sapere se queste lavoratrici e lavoratori hanno aderito su base volontaria o tramite concorso interno. Vogliamo contrattare per loro i riconoscimenti economici, a partire dal rimborso chilometrico. Vogliamo poter avere voce in capitolo rispetto alle ricadute che avrà, sull’organizzazione del lavoro, questo trasferimento di operatori e poter concordare azioni comuni”.

Oltre al tema dei dispositivi di protezione individuale, “garantire salute e sicurezza è prioritario e di Dpi ce ne devono sempre essere in numero e qualità adeguati, come deve essere costante il monitoraggio sanitario”, Sturini rileva una criticità che ormai si sta facendo sempre più evidente a scapito di cittadine e cittadini. “Con le attività sanitarie concentrate pressoché sul Covid, le persone non si curano più, anzi, spesso non vengono più curate. Non si fa più prevenzione, si trascurano pazienti con tumori, cardiopatici., ecc. Inoltre – continua – operatrici e operatori sanitari sono fortemente demotivati in questa seconda ondata che li mette ulteriormente alla prova. Molti di loro, dopo che sono stati buttati in prima linea, in questi 4 mesi non hanno avuto la formazione specialistica su strumenti e tecniche da adottare”.

Il sindacato cosa sta facendo? “Sottolineo, insieme alle diverse azioni di tutela, la pratica dell’ascolto.  Le paure sono aumentate rispetto alla prima ondata. Prima le lavoratrici e i lavoratori non sapevano a cosa andavano incontro, ora lo sanno. C’è una forte carenza di organico, di medici e di infermieri. Ma nessuno partecipa ai bandi a tempo determinato. La coperta è corta: il San Matteo ha indetto un concorso ma il personale si sposta dalla Asst all’ospedale. Non ci sono integrazioni e invece servono massicce assunzioni! Inoltre dove sono le stanze, le convenzioni alberghiere per ospitare il personale che vorrebbe evitare di rientrare a casa e rischiare di contagiare la propria famiglia? ”.

Altro nervo scoperto, la medicina territoriale. “È stata abbandonata a se stessa. Questo è un grosso problema: le Usca (unità speciali di continuità assistenziale), i medici di medicina generale e quelli della continuità assistenziale avrebbero dovuto essere messi nelle condizioni di fare rete e filtro per le persone Covid+ meno gravi e invece anche queste sono finite negli ospedali. Ma se andiamo avanti così i posti a disposizione finiranno presto” sostiene Sturini.

La sindacalista, a fine intervista, aggiunge che “in Asst non rinnovano i contratti in scadenza a tre assistenti sociali che lavorano sia ai Serd (i servizi per le dipendenze patologiche – ndr) sia negli istituti penitenziari. Questo è grave in quanto tale e tanto più in un momento come l’attuale, dove la fragilità dell’utenza sta crescendo in modo esponenziale”. (ta)