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26 Settembre 2021 - 13:21
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Professioni infermieristiche / Al via il coordinamento regionale Fp Cgil Lombardia

Oggi video assemblea delle infermiere e infermieri della sanità pubblica e privata e del socio sanitario

30 ott. – A breve verrà costituito un coordinamento sindacale regionale delle professionalità infermieristiche della sanità, pubblica e privata, e del socio sanitario. Ad annunciarlo Gilberto Creston, segretario Fp Cgil Lombardia, nel chiudere la video assemblea con delegate, delegati e iscritti del settore. Come già sul modello nazionale, il coordinamento si confronterà sull’ampia gamma di tematiche che investono questa categoria professionale, oggi portata alla ribalta dalla pandemia. “Il coordinamento ci consentirà di scambiare opinioni, idee, proposte contrattuali da portare poi sia a livello istituzionale che nei vari contesti dove operano gli infermieri. Il supporto che voi professionisti e delegati siete in grado di dare è di fondamentale importanza – sottolinea Creston -. Vogliamo occuparci anche di tutte le situazioni nuove che l’attualità sta portando e anche di quelle un po’ più trascurate, dalla sanità penitenziaria alla sanità territoriale che nella nostra regione ha sofferto del rapporto impari – per cui dobbiamo invertire la tendenza – con il modello ospedalocentrico”.

Obiettivo della Fp Cgil è anche rafforzare e ampliare il consenso da parte di lavoratrici e lavoratori che da sempre rappresenta e sostiene ma che oggi più spesso vengono catturati dalle rivendicazioni corporative di alcune sigle. “Dobbiamo mantenere sia a livello nazionale che regionale un alto livello di adesione alla nostra organizzazione, per rendere più forti le nostre proposte di carattere contrattuale e professionale. Dentro la cornice di una salute come bene pubblico, vanno prese in carico le domande nuove di un mondo delle professioni, in particolare infermieristiche, che è cambiato”.

Giancarlo Gò, responsabile del settore per la Fp Cgil nazionale, ha tenuto banco per la maggior parte dell’assemblea – durata un’ora in più del previsto e fermata solo in ragione di impegni già programmati (giusto per fare capire quanto il dibattito è stato partecipato e ricco di questioni) –  esordendo con un tema drammatico: le aggressioni al personale sanitario. “A fronte del Covid, di una situazione gravissima a cui hanno tenuto testa con abnegazione, oggi le lavoratrici e i lavoratori subiscono attacchi, a Padova e nel resto del paese. Sta succedendo qualcosa di diverso rispetto alla prima ondata”. In vista di un traguardo sindacale e cioè, modificare il contratto della sanità pubblica per poi riuscire a portare le stesse modifiche in quello della sanità privata e del terzo settore, il ragionamento di Gò si è concentrato sull’infermiere pubblico. Affrontando prima le tematiche legate al ccnl 2016-2018, che è stato “propedeutico al futuro rinnovo contrattuale e per parlare del nuovo sistema di classificazione e l’attuale incardinamento delle professioni sanitarie”. Poi la piattaforma 2019-2021, “molto innovativa per le professioni e che rilancia l’idea di introdurre la filiera contrattuale, cioè l’idea che non importa dove lavori – se in una cooperativa o nella sanità pubblica o privata – ma il tuo stipendio non potrà essere inferiore a una certa cifra e come infermiere devi essere pagato e valorizzato”. Per citare altri punti importanti toccati – in risposta anche alle diverse domande e sollecitazioni -, segnaliamo: nuova classificazione del personale, organizzazione del lavoro, sicurezza sul lavoro e tutele, sistema indennitario, libera professione, ordini professionali e tassa d’iscrizione. Oltre al resoconto delle diverse azioni e servizi messi in campo dalla Fp Cgil per infermiere e infermieri, dalla formazione alle convenzioni, dall’informazione alle assicurazioni.

Manuela Vanoli, segretaria generale Fp Cgil Lombardia, nel suo intervento ha espresso tutta la preoccupazione per la rabbia e frustrazione delle operatrici e operatori sanitari che, “dopo la carica di adrenalina della prima fase, ora stanno accusando il colpo di ritrovarsi, dopo mesi, in una situazione simile alla precedente, con Regione Lombardia che non ha messo in atto le misure basilari, dal personale necessario ai protocolli operativi”. La dirigente sindacale ha anche ricordato che a livello unitario è stato indetto lo stato di agitazione del pubblico impiego perché “nella legge di bilancio 2021 non ci sono le risorse economiche utili al rinnovo dei contratti. Non ci sono risorse sufficienti per il nuovo sistema di classificazione che guarda finalmente alle professionalità. Non ci sono risorse sufficienti per il piano assunzionale né per la stabilizzazione dei precari. Per questo abbiamo bisogno di essere più forti, di costruire insieme a voi le proposte e il percorso per uscire dalla crisi, per il rinnovo contrattuale, per rilanciare il welfare come sistema e motore di sviluppo per il paese”. (ta)