3 Dec 2021
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Le persone non sono limoni da spremere

Dichiarazione stampa di Gianna Moretto, segretaria generale FP CGIL Varese

ADESSO BASTA: non si possono spremere i limoni 2 volte pensando di trarne lo stesso succo

Non sono bastati i racconti di esperienze vissute nei terribili mesi iniziali di quest’anno, forse bisogna ricordare cosa vuol dire carenza di personale, che noi continuiamo a denunciare DA ANNI e qualcuno con una visione miope  e di chi si preoccupa solo di dimostrare che ha fatto  i compiti…continuando a negare la realtà…..ma i dati e i numeri sono apolitici……se ci sono ferie di anni accumulate e migliaia di ore di straordinario e ore di recupero da smaltire non potrà  essere solo cattiva organizzazione.

Capisco che una delibera sia vincolante ed e più facile galvanizzare persone sul principio dei “salvatoridellapatria”che ascoltare le lagnanze di quelli che restano. Penso al gruppo  che andrà a Milano e gli auguro forza e coraggio perché penso che tra loro ci siano anche persone che hanno bisogno di guadagnare di più per le loro famiglie.

Questo non è il momento delle strumentalizzazioni, nemmeno le mie, però è certo  che il momento richiede  persone degne e all’altezza di governare con fermezza, competenza autonomia dalla politica, non è il momento di nascondere i problemi, ma metterli  in trasparenza per affrontarli in modo  adeguato ed efficace. Nella prima fase si moriva a casa soffocati adesso siamo diventati bravi a organizzare gli spazi dell’ospedale, Angera, Tradate Cuasso tutto  è pronto, ma il personale dove lo prendiamo? adesso che Varese, nostro malgrado si contende i primi posti della classifica dei contagi nella tragedia che stiamo vivendo, come ci stiamo attrezzando per prenderci cura delle persone che secondo i numeri aumenteranno? I lavoratori  ci inviano continui messaggi di sconforto paura e rabbia, vedono cosa sta arrivando e sanno che tocca a loro arginare l’onda, ma sono consapevoli che non saranno sufficienti le loro forze. Ci chiedono aiuto perché i loro problemi  vengano considerati vengano ascoltati, sono professionisti non burattini  e statuette da spostare.

Prendetevi e prendiamoci il tempo di riflettere  e ascoltare, sono convita  sia necessario e che in questo momento questa azione sia prevenzione.

Forse nel turbinio non si riflette sul fatto  che il tempo del dirigente sanitario in un momento critico andrebbe investito ad ascoltare i propri medici che chiedono aiuto a risolvere i problemi  in carenza di personale e non a dar visibilità sui media  di un gruppo  lavoratori  che vengono sottratti dal loro posto di lavoro, posto che dovrà essere occupato da altri, capisco il dovere  non capisco l’entusiasmo positivo che porta questa vicenda.

I medici spesso non vengono nemmeno informati  delle decisioni strategiche e gestionali che li coinvolgono. Il dirigente sanitario, pensavo, fosse una figura centrale, di direzione e di guida in un ospedale, personalmente lo vedo solo sui giornali, perché non partecipa al tavolo sindacale, spazio nel quale  apprenderebbe dai suoi stessi collaboratori com’è la situazione e magari si farebbe un’idea più complessa della realtà  che dovrebbe gestire. Perché i rappresentanti dei lavoratori  portano in questi incontri, all’attenzione problemi  o visioni che un medico o un primario da solo non potrebbe esprimere liberamente.

La rabbia  è il sentimento che viaggia a gonfie vele all’interno dell’ospedale, perché si poteva fare di più e si potrebbe, anche oggi fare meglio, però si dovrebbero prendere decisioni tenendo conto anche del parere di chi rappresenta i lavoratori  che spesso oltre ai problemi  portano anche le probabile soluzione visto che sono loro a viverli, in un momento come questo andrebbe tenuta nel debito conto e andrebbero vagliate  con attenzione e seriamente le proposte o gli allarmi portati dai lavoratori.

Se uno non ci arriva con l’intelletto, ci dovrebbe arrivare con l’esperienza, si dovrebbe capire  …e invece niente, nemmeno l’esperienza insegna, non chiamateli disastri, esimi professori, chiamateli sospensione collettiva della conoscenza dellascienza del buonsenso. Cosa dobbiamo aspettare…che quelli che si salveranno ci raccontino la loro esperienza agghiacciante di essere in una *CPAP e non riuscire a respirare e non poter  contare sul personale perché non è sufficiente? O che il personale ci racconti la tremenda esperienza di sentire pazienti che gridano “nonrespiro” e non poter dare loro soccorso?

Certo con più lungimiranza quest’estate si potevano preparare squadre addestrate e spostamenti già conosciuti dal personale, ma questo non è stato possibile perché ci si doveva  riprendere (le ferie sono state bloccate per tutto  il periodo di emergenza) e perché si dovevano riassorbire le liste di attesa delle visite non covid.

Forse adesso che siamo nel mezzo della crisi, forse è tardi, ma sono convinta che con un po’ più di ascolto e rispetto anche in queste condizioni si può fare bene e meglio.

Pertanto faccio  un appello  ai cittadini, quando i lavoratori  manifestano cercate di capire  perché,  se amiamo la liberta dobbiamo essere attenti e presenti, non dobbiamo permettere che venga condizionata da un manipolo di incompetenti, che, cosa più grave non impara nemmeno dagli errori e nemmeno se qualcuno di competente come medici e personale sanitario suggeriscono le motivate soluzioni, pertanto partecipare è capire, mai come in questo momento il diritto alla cura e la qualità  di cura è legata anche al nostro comportamento sia nel proteggerci sia nel conoscere come vengono gestite le risorse pubbliche.

In ultimo, attenzione non c’è carenza perché c’è la pandemia, ricordiamo e temo  che per molte famiglie sia un dramma, noi abbiamo spostato il personale nella cura della pandemia e non stiamo curando tutte  le altre patologie se non le emergenze, che costo sociale umano ed economico ha questa situazione?

Certo il blocco delle assunzioni è stato disposto anni fa dal governo nazionale, ma altre regioni che hanno gestito meglio la crisi hanno potuto contare sul sistema regionale pubblico  che ha tenuto perché non smantellato e dato  ai privati come in Lombardia, motivo per cui la nostra regione è la più esposta alla pandemia.

*CPAP è l’acronimo di Continuous Positive Airway Pressure, ovvero pressione … CPAP nel preospedaliero riduceva la mortalità ed il tasso di intubazione, … la CPAP dovrebbe essere utilizzata come terapia di prima linea.