30 Nov 2021
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Sanità lombarda / Da Cgil e Fp Cgil Como la richiesta di voltare pagina

Callisto (segretario Fp): Senza un investimento reale ed immediato sulla medicina territoriale si assaltano gli ospedali, si sovraccarica il personale già ai minimi termini e stremato dalla prima ondata ed il Servizio Sanitario implode” .

2 nov. – Sale il numero delle persone contagiate dal Covid e la Cgil di Como, insieme alla Fp Cgil, non solo chiedono interventi urgenti sul sistema sanitario – investendo sul personale e rafforzando i servizi sanitari territoriali – ma chiedono anche un netto cambio di passo. “Arrivata a questo punto la politica deve avere coraggio e introdurre cambiamenti radicali. Deve proporre che si riunisca la filiera organizzativa cure primarie – territorio – prevenzione – ospedale. Ci deve essere un’unica regia che faccia muovere tutti gli attori della sanità con compiti e obiettivi chiari , delimitati, ma tutti collegati. Il contratto nazionale dei MMG (medici di medicina generale – ndr) e dei medici ospedalieri deve essere unico e abbracciare  tutti gli ambiti di competenza” affermano il segretario confederale Matteo Mandressi, il segretario Fp Cgil Giuseppe Callisto e il responsabile territoriale Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn Giuseppe Carrano.

Nel vostro comunicato – chiediamo a Callisto – evidenziate l’inadeguatezza non solo della risposta all’emergenza pandemica ma di un intero modello di sanità. “In Lombardia il modello ospedalocentrico ha indebolito la rete territoriale che è la risposta più di prossimità ai bisogni di salute e cura delle persone e quindi fa da filtro anche agli accessi al pronto soccorso. Se salta la medicina territoriale si assaltano gli ospedali e si sovraccarica il personale, già ai minimi termini e stremato dalla prima ondata e il servizio sanitario implode” sostiene il sindacalista.

Un filtro che non tiene neanche questa seconda ondata? “Per certi aspetti la situazione ora è più grave rispetto a prima. La fatica delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità è tanta, loro sono sempre in prima linea e in questi mesi c’è anche chi è rimasto contagiato. Peraltro con un’organizzazione del lavoro che non tiene conto delle carenze di organico, i carichi e la pressione sugli operatori sono di lungo corso. Anche le macchine si deteriorano e loro sono persone in carne e ossa: quanto potranno reggere? Le loro istanze, che rappresentiamo ai tavoli di trattative, vanno assolutamente considerate”.

Torniamo alla riforma del welfare che volete. “Avere un’unica regia del sistema sanitario è centrale. Regione deve riportare i dipartimenti di prevenzione e cure primarie nelle Asst. Prevenzione, igiene e sanità pubblica devono passare dalla rete dei servizi territoriali in un’alleanza per il bene salute dove viene anche riequilibrato il ruolo del sistema ospedaliero e ridefinito il ruolo della sanità privata”.

Nella vostra denuncia, giustamente ricordate come secondo l’Oms (dato 2017) per 1 euro investito in prevenzione si generi un risparmio sulla spesa sanitaria complessiva di 7 euro. “Prima ancora dei dati dell’Organizzazione mondiale della sanità c’è il detto popolare: prevenire è meglio che curare – commenta Callisto -. Bisogna andare nella direzione opposta ai continui tagli di questi anni e rimettere al centro la persona nel sistema di cura, non la malattia. Per andare avanti – e può parere paradossale ma non lo è, è paradossale invece il punto a cui siamo approdati oggi – dobbiamo tornare all’idea fondativa del nostro sistema sanitario nazionale, cioè indietro di 42 anni. O di 30 se guardiamo all’organizzazione dei distretti sanitari, livelli intermedi di risposta ai fabbisogni di salute”.

“Quella che abbiamo davanti è una sfida sociale e culturale oltre che sanitaria. Dobbiamo pensare un’ idea nuova di sanità voltando pagina, una volta concluso questo terribile momento. La gravità della congiuntura richiede compattezza negli obiettivi e nelle azioni – sostengono Cgil e Fp Cgil Como – Ma una nuova stagione di riforma non potrà prescindere dal giudizio netto e senza sconti sui decisori politici. Un rinnovamento senza memoria sarebbe il preludio di nuovi ed irrimediabili errori”. (ta)