9 Dec 2021
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Sanità lombarda / Dagli hub fieristici di Milano e Bergamo alle tutele di tutto il personale Ssr

Firmato ieri, 5 novembre, un accordo per il personale del comparto sotto pandemia

6 nov. – Dopo l’accordo con la dirigenza medica di qualche giorno fa, ieri sera è stato siglato anche l’accordo per le operatrici e gli operatori del comparto chiamati da Regione Lombardia a lavorare nei due hub ospedalieri presso le fiere di Milano e Bergamo. Ma non solo. L’accordo dà prime indicazioni a tutto il personale del sistema sanitario regionale alle prese con la seconda ondata pandemica.

Gilberto Creston, segretario Fp Cgil Lombardia, nel sintetizzare i punti salienti dell’accordo parte dalla fine, cioè dalla dichiarazione a verbale unitaria. “Abbiamo contestato il metodo di Regione Lombardia che per attivare i due hub si è mossa senza confronto preventivo con le organizzazioni sindacali. La delibera regionale (Dgr 3702/2020) è inadeguata a far fronte alla recrudescenza del Covid. Come si può pensare di dirottare personale dagli ospedali della nostra regione, già in sofferenza di organico, e rispondere al principio costituzionale di garantire la salute a tutti i cittadini? – attacca Creston -. Senza immissione di altre lavoratrici e lavoratori, senza nuove assunzioni il problema non si risolve semmai si aggrava. Per questo abbiamo chiesto un tavolo urgente per rivedere fabbisogni di personale e dotazioni organiche ma anche la stabilizzazione del personale precario”.

Il sindacalista sottolinea che con Regione vengono attivati tavoli permanenti di confronto e monitoraggio e che questo accordo è stato siglato “sia per le tutele di sorveglianza sanitaria che vengono garantite a tutte le professionalità sanitarie impegnate nella pandemia sia perché questo accordo potrà fare da ponte a una nuova intesa per assegnare un premio Covid a tutti, sulla scorta di quello siglato lo scorso 26 maggio e, comunque, una premialità sarà riconosciuta al personale che presterà servizio fuori dalla propria sede lavorativa”.

Quali sono i punti centrali dell’accordo del 5 novembre? “Intanto una serie di indennità, vedi quella per malattie infettive (anche se gli operatori non fossero su servizi dedicati a queste) o per lavoro nella terapia intensiva (anche per personale che vi lavorasse in via eccezionale). Vengono poi salvaguardate le indennità di turno sulle 24 o 12 ore anche a quanti non riuscissero a effettuarli nei numeri previsti per via contrattuale o per una riorganizzazione della turnistica da parte dell’azienda. È previsto il riconoscimento dello straordinario, anche per il personale part time che, eccezionalmente, si trovasse a svolgerlo in ragione dell’emergenza. E il pagamento di 50 euro all’ora (riparametrati se al di sotto di essa) per ogni turno aggiuntivo alla normale programmazione in caso di salto dei riposi, rientro dalle ferie, ecc. Sono anche riconosciuti 30 minuti per turno come tempi di vestizione nei reparti Covid.  Lavoratrici e lavoratori – aggiunge Creston – saranno sottoposti a uno screening Covid mensile e, se positivi, a un monitoraggio”. Saranno inoltre aperti sportelli di sostegno psicologico estesi anche ai familiari.

Per quanto riguarda gli hub fieristici, “noi riteniamo che il personale possa essere reclutato solo su base volontaria. Grazie all’accordo, lavoratrici e lavoratori potranno fruire di alloggi ad hoc, avranno il rimborso di trasferta (incluso l’uso del mezzo privato) e il servizio mensa o i buoni pasto” chiude il sindacalista. (ta)