30 Nov 2021
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A sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità e del socio sanitario

Domani, in tutta Italia, mobilitazione unitaria “Pubblico per il pubblico”. Vanoli (Fp Cgil Lombardia): “Queste operatrici e operatori si stanno sacrificando per noi e noi a loro possiamo dire solamente grazie”

12 nov. – “Pubblico per il pubblico, lavoratori uniti per dare cure e servizi ai cittadini” è lo slogan della giornata di mobilitazione che si terrà domani in tutta Italia a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità e del socio sanitario. Insieme alle parole chiave: “sicurezza, assunzioni, contratti”. A organizzare l’iniziativa, Cgil Cisl Uil della funzione pubblica che chiamano all’appello tutte le lavoratrici e i lavoratori del lavoro pubblico (già da giorni in stato di agitazione) nel dare solidarietà ai colleghi che si prendono cura delle cittadine e dei cittadini del nostro paese e che sono da mesi i primi a cavalcare le ondate pandemiche.

“Una mobilitazione collettiva di lavoratrici e lavoratori pubblici che si terrà nei nostri territori nelle forme limitate consentite dalla ‘zona rossa’, contro chi nega l’esistenza del virus, dell’emergenza epidemiologica e del rischio che stanno correndo medici, infermieri e tutto il personale sanitario. Per dare il massimo sostegno a chi garantisce la nostra salute sostengono Fp Cgil-Cisl Fp-Uil Fpl-Uil Pa della Lombardia -. È assolutamente necessario garantire loro di lavorare in sicurezza, assicurandogli costantemente dispositivi di protezione individuale, tamponi e sorveglianza sanitaria – sottolineano -. Se non ci occupiamo di mettere in sicurezza il personale sanitario, mettiamo a rischio la loro salute e anche quella dei cittadini e il servizio di cura. Altrettanto indispensabile e urgente – aggiungono – è procedere con nuove assunzioni per implementare il personale e rafforzare i servizi sanitari, anche attraverso la stabilizzazione dei precari”. Come è parimenti basilare, anche per valorizzare la professionalità, il rinnovo contrattuale.

La segretaria generale Fp Cgil Manuela Vanoli in merito alla sicurezza chiede dispositivi di protezione migliori di quelli avuti dai lavoratori nella prima ondata (quando li hanno avuti). “Stiamo registrando in Lombardia numeri preoccupanti. Più di duemila operatori sanitari e sociosanitari sono ormai ammalati di Covid”. Se la sindacalista sul rinnovo del contratto è lapidaria: “un sacrosanto diritto”, rispetto a un piano straordinario di assunzioni sottolinea che “fa rabbia quando qualche azienda sanitaria ci risponde che stanno chiamando dalla graduatoria quando avrebbero già dovuto finirla da un pezzo! Le assunzioni avrebbero dovuto farle già durante la fase 1 e avrebbero dovuto preoccuparsi di farle nel periodo estivo”. Questo per far fronte alla fase 2 che rappresenta il previsto rispetto all’inaspettato precedente.

Non manca un messaggio ai negazionisti. “Chi sta negando l’esistenza del virus nega anche il grave rischio che corre il personale sanitario e socio sanitario di questa regione – afferma Vanoli -. Vogliamo far capire a quelle persone che stanno manifestando la loro rabbia per i problemi economici, per la situazione in cui si trovano, che la loro rabbia non va scaricata contro chi, ancora una volta, è messo in prima linea in una condizione ancora, purtroppo, disorganizzata e di emergenza. Queste operatrici e operatori si stanno sacrificando per noi e noi a loro possiamo dire solamente grazie”.