3 Dec 2021
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“Per la salute bisogna decisamente fare di più”

Così Gilberto Creston, segretario Fp Cgil Lombardia, nella giornata di mobilitazione unitaria “Pubblico per il pubblico”

13 nov. – Una situazione quasi al limite. Siano strutture sanitarie o Rsa e case di riposo, le operatrici e gli operatori che ci lavorano, in particolare con l’arrivo del Covid – chi con la prima ondata, chi con la seconda, chi con tutte e due – non se la passano affatto bene. Per questo è stata dedicata a loro la giornata di mobilitazione e solidarietà ‘Pubblico per il Pubblico’ di Cgil Cisl Uil della funzione pubblica che hanno chiamato simbolicamente alla solidarietà tutte le lavoratrici e i lavoratori pubblici.

Per gli operatori del sistema salute i sindacati chiedono sicurezza, a partire dai dispositivi di protezione, assunzioni per far fronte alle carenze di organico, il rinnovo del contratto che è lo strumento basilare per valorizzare le professionalità.

Anche nella Lombardia zona rossa sono stati appesi striscioni davanti ai principali presidi sanitari e sui social si sono viste scorrere foto di sostegno all’iniziativa, appunto, anche di lavoratori del pubblico.

“Purtroppo questa seconda ondata pandemica si sta mostrando non meno dura della prima. Non solo perché ora si estende a tutto il territorio nazionale ma perché si accanisce sul nostro sistema sanitario e socio sanitario che non è ancora uscito dalle prime fatiche e, con le lavoratrici e i lavoratori già provati, ora ne deve fare fronte ad altre ancora. “Cambiano le aree più coinvolte, se nella prima fase sono state quelle del lodigiano e del cremonese, della bergamasca e del bresciano, ora ci sono in particolare i territori di Milano, Varese, Monza, Brianza, e Pavia – afferma Gilberto Creston, segretario Fp Cgil Lombardia -. Le strutture ospedaliere stanno procedendo a ulteriori riconversioni per far fronte ai pazienti Covid che aumentano e questo però significa, ancora una volta, ridurre gli spazi per tutti gli altri, aumentando i rischi che le loro patologie possano peggiorare. Sulla sanità, che rende esigibile il nostro diritto alla salute, bisogna investire a tutto tondo e in una logica di rete con la medicina territoriale. Non si può continuare a farsi trovare impreparati, a mettere toppe! Peraltro – continua Creston – in Lombardia aumentano in modo preoccupante i numeri del personale sanitario e socio sanitario contagiati dal virus (circa 4000 operatori) e – fatto gravissimo! – pare che in alcune strutture le scorte di dispositivi di protezione non siano sufficienti. Personale specialistico è stato chiamato dai due hub Covid nelle fiere di Milano e Bergamo, sguarnendo gli altri ospedali già in grande difficoltà per le carenze croniche di personale o da virus. Molto preoccupante è in particolare il fatto che non si riescano a trovare infermieri, nonostante l’apertura di alcune graduatorie. La carenza di personale infermieristico nelle Rsa (già segnate dalla perdita di persone anziane ospiti) crea anche altri timori: alcune di queste rischiano di chiudere o di non ricevere più gli accreditamenti. Proprio oggi a livello unitario abbiamo chiesto a Regione un incontro in merito all’evoluzione pandemica presso le strutture sociosanitarie e in particolare le Rsa”.

Mentre i negazionisti hanno fatto gioco al virus, i turni delle lavoratrici e dei lavoratori impegnati nel sistema di cura sono sempre più pesanti, il malcontento sale e ci sono aziende che hanno sospeso le ferie. Le lavoratrici e i lavoratori subiscono poi pure gli attacchi di cittadini che, tra paure e rabbia economica e sociale, “scaricano su di loro i limiti del sistema, causati da anni di tagli e miopia – specifica il sindacalista -. Assumere nuova forza lavoro, oltre che stabilizzare quella precaria, è un punto centrale delle nostre rivendicazioni. Importante è anche la formazione. Ad esempio, nei reparti di terapia intensiva ci vogliono competenze specifiche, serve personale specializzato. Non ci si può improvvisare. Per questo servono risorse umane, economiche e programmazione. Per la salute di cittadine e cittadini – e ricordiamo che lo sono anche le operatrici e gli operatori del sistema sanitario e socio sanitario – bisogna decisamente fare di più” chiude Creston. (ta)

Il messaggio di Manuela Vanoli
segretaria generale Fp Cgil Lombardia

Foto dai presidi e di solidarietà