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18 Ottobre 2021 - 16:31
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Emergenza sanitaria e lavoro di équipe

Situazione caotica negli ospedali e Fp Cgil Lombardia, con la categoria dei Medici, da un lato scrivono a Regione per chiedere “una solida governance dell’intero processo emergenziale e linee guida chiare e coerenti sulle modalità di utilizzo del personale”. Dall’altro evidenziano che su certe partite di tutela professionale e rapporti tra professionisti l’interlocutore delle direzioni sanitarie devono essere gli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri

19 nov. – “Negli ospedali c’è un grande caos e la situazione va governata, ogni azienda si comporta in modo differente e così questo crea tensione tra medici, oltre al problema di dover gestire il Covid”. Così Bruno Zecca, segretario FP CGIL Medici e Dirigenti SSN Lombardia, che ieri con la segretaria generale della Fp Cgil Lombardia, Manuela Vanoli, ha scritto a Regione per chiedere “una solida governance dell’intero processo emergenziale e linee guida chiare e coerenti sulle modalità di utilizzo del personale”.

In che senso ci sono tensioni tra i medici? “La questione è complessa e delicata. Per gestire pazienti Covid occorrono adeguate e specifiche competenze e accade che questi pazienti complessi vengano anche fatti gestire a medici che non le hanno. Un chirurgo maxillo facciale, un oculista, un ortopedico sono professionisti sì, ma non propriamente rispetto alle malattie infettive o dell’apparato respiratorio. Tutto ciò chiama in causa due aspetti: l’appropriatezza delle cure cui ha diritto il paziente e la responsabilità professionale medica”.

Quindi? “L’emergenza sanitaria c’è, le carenze di organico pure e chiediamo di mettere in campo tutte le misure possibili per nuove assunzioni Noi diciamo anche che questi medici non equipollenti possono lavorare (previa debita formazione) ma sempre sotto la supervisione di un medico competente. È un lavoro d’équipe: un malato Covid comporta una parte clinica e una burocratico-gestionale e questa seconda può essere svolta anche da un medico non specializzato, che può operare al pc in ambienti più sicuri, ‘puliti’ come viene detto nel nostro gergo. Insomma, si può e si deve lavorare tutti, ognuno e ognuna a seconda delle proprie competenze di cura”.

A Regione Lombardia avete fatto presente che le scelte delle direzioni aziendali devono essere conformi alle indicazioni degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. “L’organizzazione del lavoro è in capo alle aziende ospedaliere, nel rispetto delle diverse professionalità e competenze – spiega Zecca -. Poi ci sono alcuni aspetti di tutela professionale e di rapporti tra gli stessi professionisti, in cui gli interlocutori istituzionali sono gli Ordini. Vedi il caso in cui ti affidino un lavoro che non è il tuo, con un collega che ti darà le mansioni da seguire: gli ordini possono essere dati solo all’interno di un piano organizzato, altrimenti è facile che insorgano conflitti, a maggior ragione se, ad esempio, il medico sbagliasse diagnosi. Questo è un problema, ci sono numerose cause legali. Per cui ribadiamo l’appello a fare riferimento agli Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri per tutti questi aspetti”.

Avete la copertura assicurativa. “La hanno le aziende e la hanno i singoli professionisti. Ma molte assicurazioni stanno togliendo la copertura per le malattie infettive. La situazione è decisamente caotica, per cui senza chiari binari su cui viaggiare qualche medico può anche rifiutarsi di lavorare o far partire contenziosi. Peraltro in piena emergenza sanitaria. Per questo chiediamo che il processo venga governato, nel rispetto dei dettami normativi”. (ta)