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24 Ottobre 2021 - 6:30
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Covid-19 / Assistenti a domicilio senza protezioni

Succede nel mantovano. Tomasini (Fp Cgil): inaccettabile, dobbiamo ribadire le richieste fatte già con la prima ondata

24 nov. – Mancano dispositivi di protezione individuale. Pare incredibile, alla seconda ondata pandemica. Succede nel mantovano e la denuncia arriva dalla segretaria Fp Cgil Magda Tomasini. “Nel nostro territorio ci sono circa 500 operatrici e operatori che assistono a domicilio soggetti fragili. Mentre aumentato i positivi fra gli assistiti, proteggerli e proteggersi, in tempo di Covid, è fondamentale – spiega la sindacalista -. Invece a questo personale, dipendente di cooperative sociale, vengono ad esempio fornite 10 mascherine al mese e null’altro. Inaccettabile. Non hanno una sede dove potersi cambiare e la divisa sporca se la devono lavare a casa. Non sono sottoposti a uno screening periodico per verificare il loro stato di salute rispetto al Covid. Tutto questo aumenta i rischi di contagio e non tutela queste lavoratrici e lavoratori che hanno diritto a operare in sicurezza per loro, per l’utenza e per i rispettivi familiari”.

Le richieste del sindacato sono precise: “Vanno forniti dispositivi di protezione adeguati e in numero abbondante, gli operatori vanno monitorati rispetto al possibile contagio da Covid e hanno bisogno di formazione continua – afferma Tomasini -. Chiediamo per loro quanto già chiesto nella prima fase dell’emergenza sanitaria, inclusi una sede dove potersi cambiare in sicurezza, il lavaggio della divisa e la sanificazione delle auto, spesso personali”.