30 Nov 2021
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La Nostra Famiglia e una scelta indigeribile

Atto unilaterale da parte dell’ente ecclesiastico che decide di cambiare il contratto a 1600 dipendenti. I sindacati nazionali: “una assoluta vergogna”. Quelli lecchesi: “La Nostra Famiglia aveva già deciso: non siamo più una struttura della sanità privata”. Ma si continua a lottare, anche con 4 appelli

26 nov. – I vescovi, a cui i sindacati hanno scritto nei giorni scorsi, saranno a breve aggiornati dell’ennesima decisione unilaterale presa dall’Associazione La Nostra Famiglia che ha confermato lo spacchettamento contrattuale dei dipendenti, lasciando con il contratto della sanità privata i 400 circa afferenti all’istituto di ricerca Medea e applicando ai restanti 1600 il ccnl Aris Rsa e CdR.

Ieri Fp Cgil – Cisl Fp e Uil Fpl nazionali hanno espresso tutta la loro indignazione, con la ferma volontà di non abbassare la testa: “È una assoluta vergogna. Una scelta scellerata che tende a dividere le lavoratrici e i lavoratori. Non resteremo fermi: andremo avanti nella lotta, ancora più forte, passando allo stesso tempo alle vie legali a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori dell’associazione, nel rispetto dei loro diritti”.

Oggi a insorgere sono le categorie Cgil Cisl Uil di Lecco, nel cui territorio insistono circa 900 lavoratrici e lavoratori dell’ente sparso tra Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Campania e Puglia. “Dopo oltre nove mesidi serrate trattative, a nulla sono valse le proposte delle Organizzazioni Sindacali, e gli accorati appelli delle lavoratrici e dei lavoratori, tese a ricercare ogni possibile soluzione per affrontare i veri problemi dell’Associazione, che certamente non risiedono nel personale” sostengono, lanciando quattro appelli.

Il primo a Regione Lombardia. “Con queste decisioni l’Associazione La Nostra Famiglia si pone fuori dalla Sanità Privata: cosa intende fare la giunta regionale lombarda rispetto all’utilizzo di risorse pubbliche per l’accreditamento di strutture sanitarie che però disapplicano vergognosamente il contratto nazionale della sanità privata?”.

Il secondo a tutta la politica. “Chiediamo  un  intervento immediato presso il ministero della Salute. Bisogna fare luce sulle modalità di gestione dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico alla luce delle ultime decisioni (quello a cui resta il contratto della sanità privata, rinnovato dopo 14 anni, ma senza che l’Associazione abbia “chiarito con quali modalità e tempi si pensi di farlo”, come sottolineano i sindacati nazionali).

Il terzo è anche un ringraziamento ai genitori delle bambine e bambini curati nell’ente, genitori che hanno sin qui sostenuto la battaglia sindacale. “A loro chiediamo di continuare a supportare le nostre giuste rivendicazioni. Vogliamo che si continuino a garantire cure di alta qualità ai piccoli pazienti”.

Il quarto alla proprietà, l’Istituto Secolare delle Piccole Apostole della Carità.La decisione che sta assumendo il Cda sta già determinando un cambiamento storico dentro l’Associazione. La virulenza di questi atti determinerà la rottura del rapporto con i dipendenti. Tornate indietro!”.

Rabbia, amarezza, delusione delle lavoratrici e dei lavoratori sono state pure rintuzzate da un fatto a dir poco imbarazzante, come segnalato sulla pagina Facebook della Rsu dell’Associazione, di fronte all’annuncio, nella sede di Bosisio Parini dell’iniziativa “Dolce Natale 2020” per cui sono disponibili un tot numero di panettoni e pandori a “una offerta minima di 15 €” cadauno. La Rsu commenta: “I sudditi chiedono il contratto! Che comprino i panettoni! Siamo certi che sono ottimi, ma a noi risulterebbero amari. Siamo certi che risulteranno amari a tutti quelli che hanno a cuore gli operatori della Nostra Famiglia”.

Per lunedì 30 novembre, dalle ore 18,30 alle ore 20,30, è stata fissata una video assemblea unitaria a livello nazionale per decidere come far proseguire la protesta. E intanto si procede a far partire le vertenze individuali. (ta)