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26 Settembre 2021 - 12:54
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Verso lo sciopero del 9 dicembre / “Il tempo delle risposte è adesso”

Oggi video assemblea unitaria con delegate e delegati del sistema regionale e del Consiglio di Regione Lombardia. Pirovano (Fp Cgil): “la nostra lotta è per migliorare il sistema di protezione collettiva per tutte e tutti”

4 dic. – In vista dello sciopero del 9 dicembre, si è tenuta questo pomeriggio una video assemblea unitaria con le delegate e i delegati degli enti del sistema regionale e del Consiglio di Regione Lombardia. La relazione introduttiva è stata fatta da Lucilla Pirovano, coordinatrice funzioni locali della Fp Cgil Lombardia.

“La narrazione dello sciopero dei servizi pubblici fatta da stampa, tv, e alcuni intellettuali non è in linea con la realtà, bisogna fare chiarezza” afferma la sindacalista, ripercorrendo le tappe che hanno portato all’indizione della massima forma di protesta delle lavoratrici e dei lavoratori. “A febbraio, a Roma, abbiamo presentato la nostra piattaforma unitaria per il rinnovo dei contratti, scaduti nel 2018. Da allora non abbiamo mai ricevuto dal governo alcuna convocazione. Nel frattempo è arrivata la pandemia e ci siamo tutti concentrati da un lato sulla tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori e dall’altro su come poter garantire, anche attraverso il lavoro agile, i servizi ai cittadini – racconta Pirovano -. E proprio sullo smart working come strumento strategico la ministra Dadone aveva promesso il confronto con le organizzazioni sindacali per poi ripiegare su un atto unilaterale che ha peggiorato le condizioni di lavoro e contribuito così all’indizione dello stato di agitazione del 20 ottobre”.

Poi c’è stata l’iniziativa di sostegno simbolico, il 13 novembre, “Pubblico per il Pubblico”, cioè di tutti i lavoratori pubblici alle lavoratrici e lavoratori della sanità e del socio sanitario, impegnati nel faccia a faccia più gravoso con il Covid. E a fine novembre ecco la legge di bilancio. “La legge di bilancio è lo strumento di programmazione finanziaria che detta le scelte del governo – dice Pirovano – . Questa è l’ultima che può intervenire sul biennio contrattuale 2019-2021. È scandaloso che il governo abbia convocato i segretari generali di Cgil Cisl Uil con un testo chiuso, a giochi fatti. Come a declassare il confronto a un audit. E ancora dalla proclamazione dello sciopero nessun segnale di dialogo sociale è arrivato”.

Pirovano smonta poi anche i conti del governo sugli incrementi economici che avrebbero col prossimo rinnovo i dipendenti pubblici: la percentuale del 4,07% di aumento viene presentata come superiore al 3,48% dello scorso rinnovo che portò in busta paga 85 euro lordi medi mensili. “Provano a ingannare. La cifra oggi dichiarata dal governo e dalla ministra della Pa è di 107 euro lordi medi. Ma è una cifra su cui si calcolano anche le retribuzioni delle funzioni apicali, per cui la media per lavoratori e lavoratrici scende a 70 euro. E soprattutto vanno sottratti elemento perequativo e indennità di vacanza contrattuale, per cui gli incrementi scendono ulteriormente” spiega la coordinatrice.

Il triennio 2016-2018 è scaturito dopo un blocco di 10 anni. “Due anni fa abbiamo riconquistato lo spazio contrattuale e ora dopo due anni rischiamo di riperderlo. Rivendichiamo invece che la contrattazione vada liberata, anche da vincoli e tetti che bloccano mani e idee e una valorizzazione vera – sottolinea Pirovano -. Come chiediamo una riforma del sistema di classificazione necessaria a dare risposte a chi ha la carriera bloccata da anni. Serve innovazione, servono assunzioni: tante sono state le uscite pensionistiche dal Sireg e i concorsi scarseggiano e ritardano. In Ersaf ci sono i precari da stabilizzare”.

La dirigente sindacale è un fiume in piena e invita lavoratrici e lavoratori, ma anche tutta l’opinione pubblica, a non cadere nel gioco divisivo al ribasso e a lottare anche contro gli stereotipi di chi lavora nel pubblico a 1200-1400 euro al mese. “Siamo accusati di volere troppo ma il contratto è un diritto e uno strumento per innovare le Pa a partire dalle sue risorse umane. Le lotte giuste si fanno anche se impopolari – aggiunge – e la nostra non è una lotta corporativa a discapito del paese ma è invece per migliorare il sistema di protezione collettiva per tutte e tutti. Togliendo tutele non si allargano mai i diritti di altri. Cercano di dividerci ma le nostre ragioni ci uniscono. E il tempo delle risposte è adesso”.

Fp Cgil-Cisl Fp-Uil Fpl della Lombardia – che ieri hanno scritto una lettera ai dipendenti della Regione sulle ragioni dello sciopero – il 9 dicembre terranno un presidio sotto Palazzo Lombardia, dalle ore 9.30. (ta)