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18 Ottobre 2021 - 16:27
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Sciopero Pa / Anche dalla Lombardia la richiesta al governo di un cambio di passo

Vanoli (Fp Cgil): “Il lavoro pubblico ha un valore pubblico e per primi la ministra e il governo devono crederci. Per innovare i servizi pubblici bisogna dedicargli attenzione e risorse, economiche e umane. Ed è tempo di cambiare narrazione e paradigma culturale sul lavoro pubblico”

9 dic. – “Questo sciopero è stato molto ostacolato e il lavoro pubblico, dal primo balzare agli onori delle cronache all’arrivo del Covid, è stato fatto ripiombare, con la seconda ondata, negli stereotipi ingiusti e inutili”. Così Manuela Vanoli, segretaria generale Fp Cgil Lombardia sullo sciopero che oggi ha portato nelle piazze reali e virtuali le lavoratrici e i lavoratori pubblici. Anche quelli che, dovendo garantire i servizi essenziali, hanno lavorato aderendo simbolicamente alla giornata di lotta, con l’adesivo unitario “Non mi fermo ma protesto”.

“Le lavoratrici e i lavoratori pubblici meritano rispetto. E le cittadine e i cittadini devono capire che chi frena il cambiamento non sono né i dipendenti pubblici né i sindacati – continua Vanoli -. Anche un bambino capirebbe che una macchina consumata, con poca benzina e magari tre ruote su quattro non può fare tanta strada. Giusto per fare una metafora. Oppure, vogliamo parlare delle educatrici dei nidi a cui vengono negate le mascherine Ffp2 perché troppo costose? Questa è la tutela della loro salute e di bambine e bambini? Chiaro che così non si può andare avanti”.

L’obiettivo di questo sciopero era “ottenere un cambio di passo del governo sul lavoro pubblico. Il governo, datore di lavoro dei dipendenti pubblici, ha presentato alle rappresentanze sindacali la legge di bilancio attualmente in discussione al Parlamento  – legge che dovrà finanziare il prossimo triennio contrattuale 2019-2021 – con atto unilaterale, come una partita già chiusa. E invece noi vogliamo avere voce in capitolo!” come hanno spiegato Fp Cgil – Cisl Fp – Uil Fpl e Uil Pa Lombardia. E come, sul territorio, hanno raccontato delegazioni sindacali negli incontri avuti oggi con i prefetti.

Le rivendicazioni sindacali principali sono tre: assunzioni e stabilizzazioni delle lavoratrici e lavoratori precari; sicurezza (dal Covid e dalle aggressioni), risorse adeguate per un rinnovo contrattuale dignitoso e per la riforma del sistema di classificazione del personale, da anni con le carriere bloccate.

“La pandemia ha mostrato – e mai come nella nostra Lombardia martoriata dal virus – che il lavoro pubblico serve al paese e che i servizi pubblici vanno rafforzati. Il lavoro pubblico anche nella nostra regione non si è fermato mai, sia in presenza che da remoto, garantendo alle persone i diritti di cittadinanza. Ma le difficoltà sono tante e per servizi pubblici più forti ci vogliono più risorse economiche e umane: per i contratti, per organizzare meglio e innovare i servizi, per qualificare il personale e riconoscerne le competenze – sostengono Fp Cgil – Cisl Fp – Uil Fpl e Uil Pa regionali -. Serve la volontà politica di investire sul lavoro pubblico come fattore strategico del paese. Come organizzazioni sindacali abbiamo una visione politico-programmatica e proposte in merito. Perché? Perché rappresentiamo chi per tutti, tutti i giorni lavora per le persone e per il paese. È dalla loro voce, dalla loro esperienza diretta di come funzionano ospedali, asili, uffici comunali, tribunali, sistema penitenziario – per citare solo una piccola parte dell’arcipelago pubblico -, dal loro agire quotidiano tra carenze di organico, età media elevata, inadeguata strumentazione, insicurezza, ma anche dalla loro dignità, dal loro orgoglio e dalla loro dedizione che arrivano le più utili e vere indicazioni”.

Stridenti le parole della ministra della Pa Fabiana Dadone che ha convocato le organizzazioni sindacali domani ma su Facebook scrive, dopo l’intervista su Radio Anch’io: “Faccio fatica a comprendere questo sciopero in questo momento e con queste modalità, da parte mia c’è la piena disponibilità al confronto sulla valorizzazione dei dipendenti pubblici che lavorano senza sosta”.

“Domani capiremo se c’è la volontà vera di dare risposte al lavoro pubblico e così al paese – commenta Vanoli -. Il lavoro pubblico ha un valore pubblico e per primi la ministra e il governo devono crederci. Per innovare i servizi pubblici bisogna dedicargli attenzione e risorse, economiche e umane. Ed è tempo di cambiare narrazione e paradigma culturale: è attraverso il lavoro pubblico che il paese si prende cura di noi. Questo stesso paese che però lo mortifica invece di valorizzarlo”. (ta)

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