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24 Ottobre 2021 - 5:33
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R.S.A. Casa Famiglia Busnago: Sodalitas taglia le ore di servizio senza curarsi di qualità del servizio e carichi di lavoro

Comunicato stampa FP CGIL – FISASCAT CISL Monza Brianza

Dall’inizio di dicembre la Cooperativa Sociale Sodalitas ha attuato, e tuttora attua, una significativa riduzione dell’orario di servizio all’interno della R.S.A. “Casa Famiglia” di Busnago (MB): una decisione unilaterale, motivata con la necessità di fare fronte alle ricadute economiche dell’emergenza sanitaria, preceduta semplicemente da una comunicazione alle OO.SS. e a lavoratrici e lavoratori, senza alcuna possibilità di confronto o contrattazione.

FP CGIL e FISASCAT CISL, le due O.S. presenti in struttura, hanno subito espresso preoccupazione per una scelta che rischia di avere pesanti ripercussioni sia sulla qualità del servizio che sui carichi di lavoro a cui deve fare fronte il personale assistenziale e infermieristico. “Dopo un mese, possiamo dire che questi timori sono diventati realtà – dicono i segretari Simone Cereda FP CGIL, e Rossana Mandelli FISASCAT CISL, che ieri hanno incontrato lavoratrici e lavoratori in assemblea : lavoratrici e lavoratori sono sfiniti e, soprattutto la notte, alcuni nuclei della struttura restano inevitabilmente scoperti. Dall’inizio di dicembre chiediamo a Sodalitas di aprire un tavolo di confronto sindacale permanente, finalizzato proprio ad affrontare sul nascere le problematiche generate dalla riduzione delle ore”.

A oggi, però, la cooperativa non ha accolto tale richiesta, costringendo le OO.SS. ad attivare la procedura di raffreddamento dei conflitti prevista dal CCNL Cooperative Sociali, chiedendo, proprio in data odierna, l’intervento delle Centrali cooperative (Confcooperative, Legacoop, AGCI). “Sodalitas sostiene di confrontarsi quotidianamente con i dipendenti – continuano Cereda e Mandelli-, ma non è quello che raccontano lavoratrici e lavoratori, preoccupati per la salute loro e degli ospiti. Se la cooperativa continua su questa strada, apriremo lo stato di agitazione”.

Monza, 8 gennaio 2020