3 Dec 2021
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Comune di Pavia / Stato di agitazione del settore educativo

A proclamarlo la Fp Cgil che con il segretario generale Fimiani preannuncia una lotta ‘senza quartiere’ a difesa del servizio pubblico. Anzi, una lotta che parte proprio dal quartiere San Pietro

12 gen. – Proclamato dalla Fp Cgil lo stato di agitazione del settore educazione del Comune di Pavia che impiega circa 100 educatrici ed educatori. Perché? La Giunta comunale ha deliberato di esternalizzare l’asilo nido Collodi e la scuola d’infanzia Muzio. “La decisione è stata unilaterale, le rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori non sono state coinvolte e questo è grave” afferma Americo Fimiani, segretario generale della Fp Cgil locale, spiegando che la protesta comporterà il blocco degli straordinari.

“L’amministrazione motiva con i prossimi pensionamenti e così per via di carenze di organico la scelta di affidare al privato i servizi, avviando una sperimentazione cosiddetta innovativa sul sistema 0-6 anni nel quartiere delle due strutture educative Collodi e Muzio. San Pietro è peraltro un quartiere molto popolare e a forte presenza extracomunitaria e a maggior ragione ridurre il perimetro pubblico potrà creare difficoltà a tante famiglie con le loro bambine e bambini” prosegue Fimiani.

Il Comune prevede di mantenere regia e titolarità della funzione delle due strutture che, con bando di gara, saranno concesse a una gestione esterna, che avrà il suo personale. “Nel comunicare alla prefetta Rosalba Scialla e al sindaco Fabrizio Fracassi lo stato di agitazione e l’attivazione delle relative procedure di raffreddamento e conciliazione, abbiamo rimarcato come questa esternalizzazione sia priva di ragioni concrete, visto che nelle pubbliche amministrazioni il turn over è stato sbloccato e quindi è possibile assumere anche nel settore educativo – spiega il dirigente sindacale -. Ora attendiamo l’incontro in Prefettura fissato per lunedì 18 gennaio. Lotteremo fino in fondo per la salvaguardia del servizio pubblico e della sua qualità, la continuità didattica per tutte le bambine e i bambini e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, della loro dignità e professionalità”. (ta)