9 Dec 2021
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Asst Lecco / I sindacati chiedono un ‘piano Marshall’ per potenziare gli organici

Tramparulo (Fp Cgil): “bisogna intervenire e bisogna farlo presto”.

18 gen. – Cambiato il testimone alla guida dell’assessorato al welfare di Regione Lombardia, i sindacati lecchesi hanno scritto a Letizia Moratti e ai capi gruppo regionali una nota durissima nel rappresentare le condizioni del sistema sanitario e, in particolare, alla Asst Lecco, dove “sono le lavoratrici a pagare il prezzo più alto”.

“Riteniamo doveroso rappresentarVi le nostre preoccupazioni alla luce di un percorso di riordino della sanità lombarda, dove sono troppi i problemi insoluti, ma dove si sa benissimo su chi caricare pesi e responsabilità per la tenuta dei servizi, vedasi a questo proposito la situazione vaccinale anti covid-19 nel nostro territorio. Nessuno sa, chi fa chi (sic). Ma questa è l’eccellenza lombarda riservata ai nostri Cittadini/Utenti? – sostengono Fp Cgil Lecco-Cisl Monza Brianza Lecco-Uil Fpl del Lario-Nursing Up-Rsu -. Gli scriventi constatano che la Direzione Strategica della ASST di Lecco e gli Staff sono inefficaci nella gestione sia nell’ordinario che in una emergenza pandemica come questa. La Direzione Generale può non considerare e non riconoscere le parti sociali?”.

Situazione pesante? “Diciamo insostenibile. Da una nostra stima, tra infermieri e operatori socio sanitari mancano circa 200 lavoratrici e lavoratori (su circa 2600 dipendenti totali del comparto). In Asst serve urgentemente un piano Marshall per potenziare gli organici e ridurre i carichi di lavoro – risponde Lello Tramparulo, segretario generale Fp Cgil Lecco -. Per far capire la dura realtà che si vive in ospedale basti considerare che da anni si lavora al disotto dei contingenti minimi previsti in caso di sciopero. Per di più siamo sotto pandemia. Questo può essere consentito? Non ci siamo proprio”.

Avete denunciato una situazione critica anche rispetto al personale rimasto contagiato dal virus. “La prima ondata del Covid ha colpito oltre 300 operatrici e operatori sanitari, la seconda circa 350 e non è ancora finita, sempre che non si finisca nella terza, e negli ospedali non ci sono solo i lavoratori della sanità Ma sappiamo queste informazioni dai giornali perché dall’azienda non abbiamo dati sulla sorveglianza sanitaria” dice il sindacalista.

Brutte relazioni sindacali? “Non si possono qualificare, visto che sono assenti – sottolinea Tramparulo -. La Asst non si confronta e va avanti per vie unilaterali. Nel frattempo i problemi organizzativi e gestionali in azienda peggiorano, come il morale e la stanchezza di chi lavora. Così, invece che poter trovare insieme soluzioni positive e innovative da un lato aumentano le richieste di mobilità in uscita, dall’altro ai concorsi banditi per assumere si presentano pochi candidati. Da qui il nostro appello unitario alla neo assessora Moratti e ai capi gruppo di Regione Lombardia: bisogna intervenire e bisogna farlo presto”. (ta)