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26 Settembre 2021 - 13:46
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Il Pola al Consiglio Regionale della Lombardia

Pirovano (Fp Cgil): importante il lavoro condiviso, abbiamo agito un confronto sindacale tenace. Questo piano organizzativo del lavoro agile ha uno sguardo lungimirante, guarda al dopo Covid

3 feb. – “È il primo degli enti regionali e tra i primi enti locali del nostro territorio a mettere a terra questo strumento che, se usato bene, consente di valorizzare al meglio le modalità dello smart working innovando la pubblica amministrazione sul piano dei processi organizzativi e delle prestazioni nonché della qualità della vita delle lavoratrici e dei lavoratori”. Lucilla Pirovano, coordinatrice Fp Cgil Lombardia, commenta così il piano organizzativo lavoro agile sottoscritto il 27 gennaio scorso dal Consiglio Regionale e che sarà fruibile per i circa 250 dipendenti dell’ente.

“È apprezzabile che l’amministrazione non abbia fatto passi unilaterali sul Pola, rispetto al quale abbiamo agito un confronto sindacale tenace – spiega Pirovano – Peraltro il Pola rappresenta il traguardo di un percorso avviato nel 2019, prima dunque del Covid e delle misure che hanno reso il lavoro da remoto una modalità di lavoro ordinaria delle pubbliche amministrazioni. Ci auguriamo ora che altri enti pubblici della Lombardia possano prendere spunto, che altri enti, in particolare la Giunta Regionale, non siano da meno”.

Quale ritieni sia un punto di valore di questo Pola? “Il tenere uno sguardo lungimirante sul ‘new normal’, sul dopo Covid. Il Pola non si ferma a una riorganizzazione a medio termine, il lavoro agile non servirà più per tamponare le emergenze e applicare le normative, vedi il distanziamento sociale, ma si guarda a una nuova prospettiva di normalità che passa dalla tipologia di lavoro e da chi lo fa”.

Pirovano insiste sull’importanza della condivisione di questo percorso. “C’è stato un costante impegno al tavolo sindacale a trovare soluzioni condivise per redigere il miglior documento possibile. Il Pola rappresenta la traduzione della previsione normativa che consentirà a gran parte delle attività svolte in Consiglio di essere smartate per buona parte del tempo. Elementi importanti – aggiunge – sono la fiducia alla base del rapporto di lavoro tra impiegati e dirigenti e la giusta flessibilità, operando per obiettivi e provando a sganciare il lavoro pubblico dalla mera misurazione oraria”.

Sono previste fasce di reperibilità? “Sì, derogabili solo in caso di necessità e urgenza. Lavoratrici e lavoratori dovranno dimostrare col lavoro svolto e non con il controllo quanto realizzato. Importante l’aver previsto il diritto alla disconnessione, uno dei grandi temi da attenzionare a livello sindacale” risponde Pirovano, che tiene a sottolineare un altro punto. “A livello salariale è stata garantita la piena applicazione della legge 81/2017 che sancisce che chi lavora da remoto non possa essere penalizzato né in termini retributivi né di carriera”.

Altro da aggiungere? “Come Fp Cgil vogliamo ora affrontare con il Consiglio i temi oggetto di contrattazione, a partire dall’orario e dall’organizzazione del lavoro. Come sempre, siamo disponibili al confronto. Riteniamo che alla Pa non basti il lavoro agile per essere ‘smart’ ma che abbia bisogno delle competenze, delle intelligenze, delle risorse umane adeguatamente formate, del ricambio generazionale. Sarà dunque importante garantire tutte le assunzioni che le normative consentono. Solo con personale più qualificato e pronto a cogliere le sfide, la Pa potrà essere efficacemente innovativa e sempre più utile alle persone”. (ta)