9 Dec 2021
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“L’ignoranza genera pregiudizi”

Georges Christian è una persona. È il razzismo che va scacciato dalle nostre vite

13 feb. – Il fatto da denunciare ha un nome: discriminazione razziale. Ma non partiamo dalla denuncia, partiamo dalla poesia. “Io porto la primavera” ci dice quando gli chiediamo l’età. Georges Christian compirà 41 anni il prossimo 21 marzo.

È arrivato in Italia dal Camerun 13 anni fa. Ha una laurea in biochimica e sta studiando medicina per prendere la seconda. Tra i suoi lavori, ha fatto il mediatore culturale ma un anno fa la piccola cooperativa sociale di cui era dipendente ha dovuto chiudere, non trovando un accordo con una cooperativa più grande. “Peccato, se fai un lavoro per passione non stai a guardare i conti. Lavorare nelle strutture d’accoglienza del pavese, coi ragazzi che imparavano l’italiano, mi piaceva moltissimo”.

Adesso cosa fai? “Sono disoccupato dal maggio 2019, ho la Naspi. Ma voglio laurearmi in medicina e questo tempo mi serve per studiare”.

Perché medicina? “Ho a cuore le attività sociali, la cura delle persone. Per me è fondamentale aiutare gli altri. Ho anche un mio progetto segreto: una clinica itinerante in Africa”.

Allora è mezzo segreto, preserviamolo un po’, gli replichiamo, con subito una nuova domanda. Georges già solo al telefono trasmette solarità e apertura.

Sei stato anche delegato Cgil. “Sì, ma anche negli organismi direttivi della Fp Cgil Pavia. Poi mi sono trasferito a Como. Adesso mi devo concentrare per finire gli studi ma mi iscriverò anche qui, non mi sono ritirato dall’attività sindacale. La Cgil è un legame”.

Perché? “Per me la Cgil è indispensabile perché i diritti vanno difesi sempre e comunque. Questa nostra attualità è paradossale – aggiunge -. Siamo nel tempo che dovrebbe segnare la gloria del socialismo e del sindacalismo per come vengono trattati i lavoratori. Siamo tornati indietro”.

Veniamo al brutto e triste episodio che ti è capitato. “La notte del 9 febbraio, passata da poco la mezzanotte, ero nella sala d’aspetto della stazione di Luisago. Nell’attesa ero al telefono con la mia fidanzata. All’improvviso un vigilante dietro di me ha cominciato a urlare sempre più forte: ‘fuori, fuori!’. Non è stato quello che mi ha detto a colpirmi, ma il modo”.

Cioè? “Anche quando mi sono girato verso di lui chiedendo perché dovessi uscire, lui continuava a urlare senza darmi nessuna spiegazione e senza mai rivolgermi la parola, solo urla e minacce, tipo di chiamare i carabinieri. La sola persona con cui ho parlato è stata il centralinista, dopo che il vigilante ha premuto un citofono nella stazione: dalla sua voce ho appreso che il treno era stato sospeso e che avrei dovuto prendere il pullman sostitutivo”.

Tu cosa hai detto al vigilante? “Di chiamare pure i carabinieri e che non si doveva parlare così alle persone. Ma è stato inutile”.

Cosa ti ha ferito? “Essere stato percepito come un pericolo a prescindere”.

Cosa si può fare? “È molto brutto dirlo ma c’è tanta ignoranza dietro a questi comportamenti. E l’ignoranza genera pregiudizi, paure, la percezione del pericolo. Il male è molto profondo”.

Quale medicina può curarlo? “L’integrazione è la soluzione, sia da una parte sia dall’altra. Non è solo un problema di bianchi contro neri e viceversa. Ci vorrebbe elasticità, non negarsi a priori. Conoscersi meglio è l’unico modo, secondo me. Quando ti conosco allora posso farmi un’idea ed evitare di mettere tutti allo stesso livello. Poi si può anche sbagliare nel giudizio, ma il pregiudizio è un errore a priori e può portare, come nel caso che mi è successo, all’incomunicabilità perché non si vuole riconoscere l’altro”.

All’indignazione di Fabiana, compagna di Georges, che si è attivata su Facebook, “Io non ci sto a questa umiliazione gratuita solo per partito preso anzi, per COLORE preso”, si è aggiunta quella della Cgil, a partire da quella pavese. “Esprimiamo la nostra totale solidarietà al nostro compagno Georges al quale siamo particolarmente legati per essere stato un nostro dirigente sindacale. E’ assolutamente inconcepibile che ci possano essere ancora, nel 2021, episodi di razzismo come questo accaduto. Bisogna capire che non devono esserci discriminazioni di nessun genere, non si può, ancora oggi, essere giudicati in base al colore della pelle. Sarebbe auspicabile che la Trenord si scusasse per l’accaduto” ha dichiarato, via Fb, Americo Fimiani, segretario generale Fp Cgil Pavia.

Da tutta la Fp Cgil Lombardia la solidarietà e la vicinanza a Georges, “con l’impegno a perseguire sempre più la via dell’universalismo e dell’inclusione dei diritti, per tutte e tutti e del cambio di paradigma culturale contro ogni razzismo, xenofobia e discriminazioni” afferma la segretaria generale Manuela Vanoli.

Lo faremo anche insieme a te, Georges. Intanto, in bocca al lupo per l’esame di lunedì! (ta)