6 Dec 2021
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L’importanza della previdenza complementare negoziale per una pensione dignitosa

Il tema oggi è stato affrontato all’assemblea regionale Fp Cgil Lombardia delle delegate e dei delegati delle cooperative sociali

19 feb. – “Considerate le caratteristiche della cooperazione sociale, che vede una mobilità sostenuta e particolari condizioni di lavoro, dal part-time a interruzioni delle attività nell’anno per alcune tipologie di servizi, e considerato che il 1° pilastro previdenziale, la pensione pubblica, è stato ridotto, l’attivazione del 2° pilastro, quello della previdenza complementare dei fondi negoziali agganciati al contratto nazionale di lavoro, è estremamente importante” afferma Gilberto Creston, segretario Fp Cgil Lombardia.

Oggi, all’assemblea regionale, in video, delle delegate e dei delegati delle cooperative sociali, la differenza che, usciti dal lavoro, farà nelle tasche delle cittadine e dei cittadini la previdenza complementare, è stata spiegata con chiarezza da Claudio Tosi, responsabile nazionale Fp Cgil per i temi previdenziali.

Le varie riforme previdenziali, da quella Dini alla Fornero, hanno tagliato negli anni l’entità della pensione e innalzato l’età per l’uscita dal mondo del lavoro. Tosi ha sintetizzato l’evoluzione del sistema, comprese le norme dell’ultima legge finanziaria, e spiegato il funzionamento del fondo di previdenza complementare negoziale (nel settore delle coop sociali è Previdenza Cooperativa) per poter raggiungere una pensione complessiva più dignitosa.

Questi fondi previdenziali contrattuali, peraltro, cui le lavoratrici e i lavoratori aderiscono versando almeno l’1% della retribuzione, comportano alcuni vantaggi. Tra cui l’obbligo, da parte del datore di lavoro, di versare l’1,5% della retribuzione del dipendente, utile al trattamento di fine rapporto. Nella fase di accumulo delle quote versate, poi, c’è la possibilità per il lavoratore di chiedere anticipi, ad esempio per l’acquisto della prima casa o per specifiche esigenze.

La questione previdenziale pesa concretamente sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori, di più su chi opera in settori già di per loro complicati, che non garantiscono continuità lavorativa per lunghi periodi, sulle donne, su chi fa lavori gravosi, sui giovani per i quali la Cgil, anche insieme a Cisl e Uil, chiede una pensione di garanzia, come spiega Tosi. I sindacati confederali sono da tempo impegnati con proposte precise per venire incontro a tutte quelle categorie di persone che diversamente sarebbero estremamente penalizzate dalla rigidità del sistema pensionistico.

E battono il chiodo su un punto importante: “Si sente dire spesso che il nostro sistema previdenziale non regge ma il punto vero è il peso della spesa assistenziale. Se si separasse l’assistenza dalla previdenza, come continuiamo unitariamente a rivendicare, saremmo in linea in termini di Pil, con tutti gli altri paesi” afferma il sindacalista.

La Fp Cgil per tutelare iscritte e iscritti e tutelare lavoratrici e lavoratori, anche sui temi previdenziali, ha attivato lo sportello “Fp Consult” e messo a disposizioni diversi materiali, anche video. A questo link: https://www.fpcgil.it/consult/