6 Dec 2021
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Zona arancione “rafforzata” e congedi parentali Covid

Sindacati preoccupati per l’assenza di tutele a lavoratrici e lavoratori con figli a casa da scuola chiedono permessi e congedi indennizzati

25 feb. – Con le scuole chiuse, come faranno i genitori, senza permessi e congedi, a stare a casa con i propri figli? Il tema non è nuovo ma si pone in modo nuovo per la zona arancione rafforzata, disposta, fino al 2 marzo, da Regione Lombardia per tutta la provincia di Brescia, insieme ai comuni orobici di Viadanica, Predore San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Calepio, Credaro e Gandosso e al comune cremonese di Soncino.

“Se le attività economiche proseguiranno come da zona arancione, la chiusura di nidi, scuole dell’infanzia, primarie e medie, è un problema per le lavoratrici e i lavoratori che, da genitori, devono poterli seguire direttamente se non hanno la possibilità di altre forme di assistenza – afferma Lucilla Pirovano, coordinatrice Fp Cgil Lombardia -. La normativa regionale si somma a quella nazionale ma senza colmare questa lacuna. Del resto il tema si era già posto per le zone gialle, con la mancata proroga, per il 2021, dei congedi Covid nel caso di quarantene scolastiche. Per questo i sindacati confederali stanno chiedendo misure urgenti in merito, cioè congedi indennizzati e permessi e lo stiamo chiedendo unitariamente anche come categoria a tutela di chi opera nei servizi pubblici”.

La coordinatrice Fp Cgil regionale spiega che il tema è già stato preso in carico dalle confederazioni nazionali che stanno chiedendo al governo di garantire quanto prima la reintroduzione dei congedi.