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18 Ottobre 2021 - 18:18
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La Nostra Famiglia: #MorattiRispondi

Appello della Rsu dell’Associazione La Nostra Famiglia del territorio lecchese dopo la lettera dei sindacati alla neo assessora regionale al welfare Letizia Moratti

1 mar. – “Il 1 di febbraio le OOSS territoriali di FP CGIL, CISL FP e UIL FPL inviarono una lettera alla neo assessora al welfare di Regione Lombardia, chiedendone l’interessamento per dirimere la questione, nessuna risposta è a oggi pervenuta. Ci sentiamo di dire una cosa: #MorattiRispondi”. Così la RSU La Nostra Famiglia – Bosisio, Ponte Lambro e Lecco oggi su Facebook.

Ne vogliamo parlare? “Certamente – risponde Lello Tramparulo, segretario generale Fp Cgil Lecco -. Abbiamo sintetizzato alla neo assessora una brutta pagina della storia delle relazioni sindacali con l’Associazione che solo in Lombardia ha 11 sedi (Lecco, Bosisio Parini – qui con anche l’istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Eugenio Medea -, Ponte Lambro, Sesto San Giovanni, Carate Brianza, Vedano Olona, Endine, Castiglione Olona, Cislago, Mandello del Lario, Como) e circa 1200 lavoratrici e lavoratori tra medici, ricercatori, infermieri, fisioterapisti, educatori, assistenti sociali per citare alcune qualifiche professionali. Donne e uomini cui, a ridosso del rinnovo del ccnl della sanità privata, atteso per 14 anni, è stato comunicato a inizio 2020 che il contratto di riferimento cambiava: sarebbe stato applicato il nuovo contratto Aris Rsa-Case di riposo. Cioè che per scelta unilaterale sarebbero cambiati, in peggio, trattamenti normativi ed economici”.

La lotta sindacale è partita subito. Ricordiamo che oltre alla Lombardia, La Nostra Famiglia ha sedi anche in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Campania e Puglia e che i dipendenti complessivi sono circa 2000. “Di cui circa 700 sul territorio di Lecco – precisa Tramparulo -. Di fronte a una decisione intollerabile non c’era tempo da perdere. Dovevamo capire il perché. Agli incontri tenuti al Ministero del Lavoro l’Associazione si è trincerata dietro ragioni diverse, dai problemi di bilancio al ccnl della sanità privata non congruo con le attività dell’ente, fino ai finanziamenti mancati da parte delle Regioni”.

Anche di Regione Lombardia? “Da noi è anche peggio, visto che La Nostra Famiglia ha attaccato alcune delibere regionali del 2020, la 3915 e la 3518, con le quali possono essere rimborsate le sole strutture ospedaliere e non anche quelle socio sanitarie, rispetto al 50% del costo degli incrementi del contratto della sanità privata”.

Nel frattempo l’Associazione ha operato una nuova divisione, applicando ai circa 400 dipendenti dei centri di ricerca il nuovo contratto della sanità privata. “Solo per la parte economica. Mentre sul piano normativo per ora vige ancora il precedente. Non solo per loro, per tutte e tutti noi chiediamo la legittima applicazione contrattuale e stanno partendo centinaia di vertenze legali”.

Alla neo assessora Moratti cosa chiedete? “C’è un nodo da sciogliere in Lombardia nel rapporto con le strutture della sanità privata. La Nostra Famiglia è tra gli enti accreditati, ma se poi non applica il contratto conseguente Regione deve intervenire, o in un senso, levando l’accreditamento, o nell’altro, facendo cambiare rotta alla proprietà dell’ente. Noi chiediamo – e lo ribadiremo senza sosta – l’applicazione per tutte e tutti i dipendenti del contratto della sanità privata rinnovato lo scorso ottobre. Intanto ci stiamo muovendo anche sul piano vertenziale, con centinaia di cause in partenza”.