3 Dec 2021
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Fondazione Salutevita / Indetto lo stato di agitazione

Tomasini (Fp Cgil Mantova): chiediamo il rispetto delle relazioni sindacali e delle lavoratrici e lavoratori. Ai sindaci chiediamo di stare dalla parte del servizio, a tutela di tutte le persone coinvolte

2 mar. – Proclamato lo stato di agitazione alla Fondazione Salutevita, che ha un centinaio circa di dipendenti, tra personale sociosanitario e amministrativo. “A inizio anno la Fondazione ha accorpato due case di riposo, Casa Solaris di Sermide e Casa Canossa di Serravalle a Po, e non solo non si è confrontata con le organizzazioni sindacali per affrontare le criticità evidenziate dalle lavoratrici e dai lavoratori ma ha applicato unilateralmente un nuovo regolamento, lo scorso 9 febbraio, abrogando quelli in essere senza alcuna comunicazione alle rappresentanze sociali, nemmeno alle Rsa” racconta Magda Tomasini, segretaria Fp Cgil Mantova.

Di questo nuovo regolamento cosa non va? “Oltre al metodo con cui è stato applicato, una criticità è, ad esempio, che il personale possa essere spostato a discrezione dell’ente”.

Prima segnalavi di problematiche. “Le lavoratrici e i lavoratori hanno un numero imponente di ore da consumare tra ferie (2200 ore), rol (2300) e banca ore (9200). La Fondazione, anche qui con atto unilaterale, ha pensato bene, durante la fase più dura dell’emergenza Covid, di usare il fondo integrativo salariale, cioè un ammortizzatore sociale invece che smaltire il montante orario in arretrato – risponde Tomasini -. Inoltre ha respinto la richiesta dei dipendenti di avere un anticipo del Fis una volta sospesi gli stipendi, chiudendo il tavolo senza siglare l’accordo”.

La sindacalista spiega che, forse di fronte all’intenzione dei sindacati di sporgere denuncia, avendo già ricevuto una diffida, la Fondazione ha fatto smaltire alle lavoratrici e ai lavoratori un po’ di ore arretrate tra ferie, rol e banca ore. Rispetto a quest’ultima Tomasini rimarca: “A differenza di quanto previsto dal contratto nazionale Uneba, la banca ore non è stata pagata ai dipendenti”.

Se la conciliazione in Prefettura dovesse fallire, la lotta proseguirà “anche fino allo sciopero. Troppo comodo chiamare eroi, fino a poco tempo fa, queste lavoratrici e lavoratori, per poi venir meno al rispetto dovuto al loro impegno e professionalità quotidiani nonché al contratto e ai loro diritti. Chiediamo ai sindaci dei territori coinvolti di intervenire, di stare dalla parte del servizio, a tutela di tutte le persone in esso coinvolte”. (ta)