3 Dec 2021
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PA DIGITALE, IL SINDACATO ACCETTA LA SFIDA

Tavola rotonda sul web organizzata dalla Camera del lavoro di Monza

18 mar. – Un convegno sulla PA digitale, a pochi giorni dalla firma del Patto per l’innovazione del lavoro e per la coesione sociale. Sembra quasi che la Camera del Lavoro Territoriale di Monza e Brianza si sia messa d’accordo con Draghi, Brunetta e Landini, organizzando, giovedì 18 marzo, una tavola rotonda sulla trasformazione del lavoro negli Enti locali, in diretta (e ancora visibile) sui propri canali Facebook e Youtube.

Ai lavori, introdotti dal Segretario confederale Matteo Casiraghi, hanno partecipato Alfonso Fuggetta, professore del Politecnico di Milano, Egidio Longoni, vicesegretario ANCI Lombardia, Luca Monguzzi, delegato FP CGIL nella RSU del Comune di Monza, e Serena Sorrentino, Segretaria generale di FP CGIL nazionale.

“Il nostro Paese è di fronte a un’occasione storica di cambiamento – ha detto Casiraghi in apertura -, nel quale la PA ha un ruolo centrale, come riconosciuto anche dal Governo. La digitalizzazione della PA è un mezzo per consentire a enti e cittadini di parlare lo stesso linguaggio, forse per la prima volta. Non deve, quindi, essere un obiettivo fine a se stesso”.

Sono 55 i Comuni della Provincia di Monza e della Brianza; in essi lavorano 3800 dipendenti (negli ultimi quattro anni ne sono stati persi quasi 500), senza dimenticare chi opera con contratti diversi in servizi appaltati a privati. Sono pronti, questi enti, alla trasformazione digitale? Dove porterà l’auspicato cambiamento? I quattro ospiti hanno cercato di rispondere a questi interrogativi partendo da approcci e punti di vista differenti, ma condividendo due principi fondamentali: digitalizzare la PA significa pensare a una nuova organizzazione del lavoro, nella quale i lavoratori siano protagonisti attivi di un cambio di mentalità, ma anche eliminare le differenze infrastrutturali e l’incomunicabilità tra i sistemi informativi utilizzati dalle varie amministrazione pubbliche.

“Il problema non è digitalizzare i certificati, ma farli sparire – ha dichiarato, tranchant, il professor Fuggetta-, cioè cambiare i processi. Abbiamo digitalizzato uffici che continuano a non parlarsi. La digitalizzazione di questi anni ha cambiato la vita dei cittadini? No. Abbiamo lavorato solo sulla superficie: prima username e password, ora spid, ma al cittadino cosa cambia? La digitalizzazione ha l’obiettivo di semplificare la vita a cittadini e imprese, riducendo gli adempimenti burocratici a loro carico. Dobbiamo riconoscere di avere sbagliato, senza paura. Mettiamoci tutti in gioco”.

La pandemia, in parte, ha costretto gli enti a una riorganizzazione del lavoro determinata dalla necessità di un ricorso improvviso e massiccio allo smart working. “I Comuni – ha spiegato Longoni hanno cercato di cambiare l’approccio lavorativo, ma questo ha messo in evidenza il gap infrastrutturale che esiste anche all’interno della nostra stessa Provincia. Un ente di poche migliaia di abitanti non ha le stesse risorse, anche dal punto di vista informatico, di un Comune come quello di Monza. Allo stesso tempo, non è immaginabile che amministrazioni così diverse, sullo stesso territorio, eroghino servizi analoghi: il nostro assetto istituzionale è troppo frammentato”.

Monguzzi, portando l’esperienza dei lavoratori, ha confermato questi deficit: “Anche all’interno di un Comune di grandi dimensioni – ha spiegato -, spesso i sistemi informatici adottati non comunicano, generando, ai lavoratori che li utilizzano, frustrazione e stress”. Il delegato condivide la necessità di un cambio di mentalità, purché condiviso con i lavoratori, innanzitutto attraverso la formazione: “Non vediamo l’ora di cambiare il nostro modo di lavorare, ma facciamolo insieme, con gli strumenti consoni”.

I lavoratori, e con loro il sindacato della Funzione Pubblica CGIL, sono pronti a fare la loro parte. “Accettiamo la sfida – dichiara senza indugio Serena Sorrentino -: il cambiamento deve essere radicale e veloce e noi vogliamo esserne protagonisti, attraverso la contrattazione, a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori che rappresentiamo, ma consapevoli della responsabilità che abbiamo nei confronti di tutti i cittadini”. La Segretaria FP CGIL non propone ricette facili, ma ha le idee chiare: “Non abbiamo bisogno di nuove norme per riorganizzare la PA. Servono, invece, un pensiero nuovo e nuove competenze, che si costruiscono con la ricerca di nuovi profili e la valorizzazione di quelli esistenti, attraverso la formazione”. (Simone Cereda)