30 Nov 2021
HomeBergamoAppalti irregolari ambulanze: il caso First Aid One

Appalti irregolari ambulanze: il caso First Aid One

Da Pavia a Bergamo, le segnalazioni della Fp Cgil su un sistema da riformare. Per il segretario regionale Creston  “Le pubbliche amministrazioni devono modificare le loro modalità di gestione dei servizi e di assegnazione degli stessi a soggetti terzi escludendo coloro che non rispettano le tabelle sul costo del lavoro”.

22 mar. – Se è di qualche giorno fa la notizia dell’appalto truccato per il trasporto sanitario in ambulanza, che ha portato ai domiciliari il direttore generale e un dirigente dell’Asst Pavia, e i due amministratori della First Aid One, vincitrice del bando, risalgono a qualche anno fa le prime segnalazioni mosse dal sindacato nei confronti della cooperativa sociale di Pesaro. “Tre anni fa avevamo sollevato dubbi rispetto all’impiego, da parte della First Aid, di volontari affiancati ai dipendenti e di fatto pagati in nero” afferma Americo Fimiani, segretario generale Fp Cgil Pavia.

A far scattare ora gli arresti un appalto, appunto, da 2,3 milioni di euro convalidato dalla Asst pavese nonostante diverse anomalie. “Il criterio dell’offerta al massimo ribasso (circa il 25% in meno in questo caso) si scarica sempre sui diritti e le condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori e sulla qualità del servizio. Abbiamo saputo dalla stampa, ad esempio, che le ambulanze gestite dalla cooperativa non venivano sanificate e se ciò è grave in sé lo è tanto più in tempo di Covid dove bisogna vigilare al massimo sulle condizioni igieniche, visti gli alti tassi di contagio che ci sono” incalza Fimiani, sottolineando la necessità di riformare il sistema degli appalti e di mettere “le pubbliche amministrazioni di fronte all’evidenza che, alla fine, chi meno spende più spende, e il prezzo lo pagano in tanti, e lo si paga anche in termini di legalità”.

Una riflessione anticipata dalla Fp Cgil Lombardia che, col segretario Gilberto Creston, ha ampliato il tema dalla scala locale al quella nazionale, visto che la vicenda mostra “uno spaccato di quanto purtroppo accade spesso con l’assegnazione di servizi pubblici con gare d’appalto. La presentazione di offerte al ribasso rispetto ai costi contrattuali è una prassi purtroppo prevista dalle norme che causa un abbassamento delle tutele per i lavoratori e una forma di concorrenza sleale nei confronti delle aziende che rispettano i ccnl”. Il sindacato chiede dunque norme più stringenti in questo “settore che facilmente si presta a storture e infiltrazioni criminali”, con il personale soccorritore spremuto e ridotto a condizioni indegne. “Purtroppo i ribassi sono appetibili per le aziende pubbliche che appaltano perché consentono di ridurre i costi – aggiunge Creston -. Le pubbliche amministrazioni devono modificare le loro modalità di gestione dei servizi e di assegnazione degli stessi a soggetti terzi escludendo coloro che non rispettano le tabelle sul costo del lavoro”.

Un altro campanello d’allarme arriva dalla Fp Cgil Bergamo, con il segretario generale Roberto Rossi e Giuliana Rota, della segreteria. La First Aid One, dal prossimo 1° aprile, subentrerà alla Croce Verde nel nuovo appalto disposto dalla Asst Bergamo Est: il capitolato ha già un ricorso al Tar, che lo ha respinto, e al Consiglio di Stato “che ha respinto l’istanza di sospensiva e si pronuncerà nel merito presumibilmente dopo l’udienza già fissata per il 15 aprile; questi ricorsi – spiegano i sindacalisti – hanno l’intento di dimostrare che con quei compensi non è possibile gestire quell’attività nel pieno rispetto di tutte le normative, ivi compresi i diritti dei lavoratori impiegati”.

Il punto diventa allora verificare “se già nella costruzione delle tariffe regionali non vi fosse un tentativo di far gestire il servizio con costi di gestione e del lavoro esageratamente compressi”, come quello di affermare il principio che i volontari “dovrebbero coadiuvare e non sostituire i lavoratori. Ricordiamo che chi opera in questo settore necessita di una professionalità importante per svolgere un lavoro tanto duro quanto delicato”. Da qui discendono altre considerazioni per Rossi e Rota, dall’apporto fondamentale di “questi autisti e soccorritori” nella fase acuta dell’emergenza pandemica senza vedersi riconoscere una “premialità aggiuntiva”, alla richiesta a Regione Lombardia di rivedere le “regole di gestione dell’intero settore” a tutela dell’utenza e delle operatrici e operatori. (ta)