6 Dec 2021
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Aler Milano / La Rsu Fp Cgil chiede un nuovo accordo sulle posizioni organizzative

La coordinatrice Lidia Speranza: chiediamo criteri più oggettivi e vogliamo un’azienda casa di vetro

23 mar. – “Premi a pioggia alle figure apicali? No grazie. Per la trasparenza; per un utilizzo delle risorse pubbliche senza sprechi e senza demagogia; per procedure selettive razionali, oggettive che valorizzino il merito e le pari opportunità. Abbiamo comunicato ad Aler la nostra visione dell’ente”. Così nei giorni scorsi, su Facebook, la Rsu Fp Cgil dell’Azienda di edilizia residenziale di Milano e per capirci di più ne parliamo con la coordinatrice Lidia Speranza.

Che succede con l’azienda? “Per farla breve: con la nuova riorganizzazione ci sono 15 posizioni organizzative mentre l’anno scorso erano un terzo. Stiamo parlando, in sostanza, di nuove figure dirigenziali, già solo per gli stipendi che prendono, che vanno ad aggiungersi ai 5 dirigenti già in essere. Ci sono quindi 20 figure apicali che rappresentano una sproporzione rispetto ai circa 860 dipendenti dell’ente, peraltro in calo per via dei pensionamenti e il blocco delle assunzioni. Tieni conto che all’epoca del pre-dissesto i dirigenti in Aler erano 14 su 1200 dipendenti” risponde la delegata Fp Cgil.

In che senso parlate di premi a pioggia per le figure apicali? “Qui occorre una premessa. L’accordo vigente sulle posizioni organizzative è stato firmato nel 2018 dalla Rsa, a un tavolo in cui la Fp Cgil non era presente. Nel 2019 finalmente è stata eletta la Rsu e per questo lo scorso febbraio, come Cgil, abbiamo chiesto al direttore generale dell’Aler, Domenico Ippolito, di riaprire le trattative per ridefinire i criteri per le p.o., che a nostro avviso attualmente sono molto generici e carenti dal punto di vista delle pari opportunità. Al contempo abbiamo anche chiesto contezza rispetto alle loro retribuzioni e premi di risultato – aggiunge Lidia Speranza -. I dipendenti vengono misurati attraverso una scheda di valutazione che attribuisce un punteggio per ogni parametro di valutazione da 1 a 7, mentre, a quanto pare, non c’è un metodo oggettivo per misurare la performance dei quadri direttivi e di conseguenza assegnare le premialità”.

La coordinatrice sottolinea che questo tema incrocia quello della trasparenza. “Alla nostra sollecitazione di pubblicare i curricula delle posizioni organizzative il direttore generale ha risposto che l’obbligo di pubblicazione non c’è. Ma Aler è un ente pubblico economico, comunque soggetto al controllo della Corte dei Conti e alle norme sulla trasparenza, al pari delle pubbliche amministrazioni. È auspicabile, dunque, che abbia una visione che la incoraggi e promuova, con comportamenti virtuosi che favoriscano la pubblicazione di tutti i dati che incidono sulla spesa. Noi vorremmo che la nostra azienda fosse una casa di vetro, così come vediamo fare sui siti istituzionali di altre Aler lombarde”. (ta)