3 Dec 2021
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Areu Lombardia, Croci e mestizie

Luci e ombre nel riassetto del servizio regionale di emergenza urgenza. Guarneri (Fp Cgil): bene le assunzioni pubbliche per il trasporto sui mezzi avanzati ma per quello sui mezzi di base, lasciato in capo agli enti del terzo settore, l’assenza della clausola sociale mette a rischio i posti di lavoro

23 mar. – “Se, da una parte, con le assunzioni nel pubblico finalmente la sanità si riprende un pezzo di mondo, sottraendo lavoratrici e lavoratori a un presunto volontariato, che più spesso maschera lavoro nero e sfruttamento, dall’altra la mancanza della clausola sociale rischia di provocare esuberi per una parte di operatori”. Isa Guarneri, segretaria Fp Cgil Milano, segue per la Fp Cgil Lombardia l’Areu. L’Agenzia regionale di emergenza urgenza, afferma la sindacalista, “sta rivedendo i trasporti sia dei mezzi di soccorso avanzato che dei mezzi di soccorso base”. In sostanza, le automediche da un lato, e le ambulanze dall’altro.

“Fino a poco tempo fa tutto il servizio era in capo a enti e associazioni del terzo settore, le varie ‘Croci’, a partire dalla Croce Rossa, le cooperative sociali. Areu ha poi deciso gestire, internalizzandolo, il servizio dei mezzi avanzati, assumendo tramite concorso, o facendolo fare dalle aziende socio sanitarie territoriali (Asst), gli autisti soccorritori. Mentre ha aperto nuovi bandi regionali per assegnare le postazioni dei mezzi di base, per 48 mesi, a società che non possono più essere cooperative. Questo apre il problema della clausola sociale che, presente nel ccnl della cooperazione sociale, salvaguardia i livelli occupazionali nei cambi d’appalto. Venendo a mancare questa clausola contrattuale, le lavoratrici e i lavoratori rischiano di essere lasciati a casa. Non esiste un passaggio diretto per i lavoratori, ogni postazione viene coperta con il personale di chi ha vinto” spiega Guarneri.

Perché ai bandi non possono partecipare le cooperative sociali? “Areu si avvale della nuova modalità del terzo settore per verificare che l’offerta economica corrisponda a un’offerta anche di qualità, inclusa la verifica esatta di quanto personale è dipendente e quanti sono i volontari, la stragrande maggioranza”.

Anche la cronaca più recente ha mostrato le criticità e alcune opacità del settore, tra scandali per gli appalti truccati (vedi il caso che ha coinvolto la First Aid One e la Asst Pavia), il taglio di lavoratrici e lavoratori operato per i due terzi delle ambulanze (si scende da tre a due, un autista soccorritore e un soccorritore, con tutte le ricadute su organizzazione e carichi di lavoro, qualità e tempestività del servizio), e le spesso pessime condizioni di lavoro.

“Per stare su quest’ultimo tema, cito ad esempio la lettera che come Fp Cgil Milano, con Maurizio Amati, abbiamo inviato ieri al Prefetto per ribadire a distanza di mesi, e mesi di pandemia, come in alcune associazioni le divise dei soccorritori non vengano sanificate ma lavate in proprio dalle lavoratrici e dai lavoratori, che peraltro stanno fermi in strada per ore e ore senza servizi igienici, e trasportano sui mezzi i presidi di protezione dismessi non potendoli lasciare alle ‘colonnine’ di stazionamento” racconta Guarneri.

I sindacati regionali hanno attivato un monitoraggio e un confronto con Areu Lombardia sulle convenzioni con le Croci, richiedendo aggiornamenti puntuali sulle procedure selettive per valutare possibili ricadute sui livelli occupazionali. “Abbiamo richiesto indipendentemente dal soggetto selezionato il subentro del personale attualmente in essere tenendo presente che oltre il 50% di esso è costituito da volontari” sostengono Fp Cgil – Cisl Fp e Uil Fpl Lombardia. Areu ha richiesto alle Asst una sessantina circa di autisti di ambulanza soccorritori (Bs) e aperto un primo bando per assunzioni a tempo determinato. (ta)