9 Dec 2021
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Funzioni locali / “Partecipare al cambiamento”

La seconda video assemblea della Fp Cgil Milano sull’indagine svolta in vista delle elezioni Rsu

30 mar. – In vista del prossimo rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie, la Fp Cgil Milano ha commissionato alla Fondazione Di Vittorio un’indagine per riflettere sul ruolo delle Rsu e sull’attività negoziale finora svolta per poter migliorare, all’interno delle pubbliche amministrazioni, la propria capacità di rappresentanza e di contrattazione.

Un prima assemblea, con delegate e delegati del Comune di Milano, si è tenuta lo sorso 22 marzo. Questa mattina si è tenuta invece una sessione con delegate e delegati di altri comuni dell’area metropolitana, la Camera di commercio e l’Afol. La video assemblea, dal titolo “Partecipare al cambiamento” è stata condotta dalla segretaria Fp Cgil Milano Alexandra Bonfanti, e vi hanno partecipato anche Simona Marchi, direttrice area formazione FDV che ha illustrato la ricerca, Arianna Censi, vice sindaca della Città metropolitana di Milano, Manuela Vanoli, segretaria generale Fp Cgil Lombardia, Mario Sai, Ufficio studi Cgil Milano, Alessandro Purificato, capo area delle Funzioni locali della Fp Cgil nazionale.

“La ricerca nasce nel contesto particolare della pandemia e i suoi risultati saranno il materiale sul quale noi ci baseremo per preparare i programmi di ente per le prossime Rsu, in un percorso che ci accompagnerà fino alle elezioni di aprile 2022 – precisa Bonfanti, aggiungendo al tempo stesso che però “l’indagine guarda anche oltre il Covid e vuole affrontare in uno spirito più ampio i temi della rappresentanza e della contrattazione”.

“Sono tempi durissimi. L’indagine ha confermato che essere iscritti alla Cgil fa la differenza. Sono orgogliosa di fare parte di questo sindacato” sostiene Angela Manganaro dell’Afol, raccontando della solitudine e della necessità di ascolto che la pandemia ha acuito e cui si risponde, ad esempio, con assemblee mensili in video. I temi più sentiti da lavoratrici e lavoratori sono lo smart working e la salute e sicurezza, la riorganizzazione dei tempi di vita e lavoro, l’”annichilimento delle relazioni sociali”, l’amplificazione dell’individualismo, l’azione da calibrare anche in un’ottica di genere – ben rappresentata dall’indagine che le dà peculiare voce, anche grazie alla più ampia partecipazione femminile al questionario proposto -. Con il compito del sindacato di “fare sentire la collettività come bene imprescindibile” e di ridare ai giovani che si affacciano al mondo del lavoro la “smarrita capacità di sognare”.

Davide Volante della Città Metropolitana parla dei “bisogni concreti” dei lavoratori e delle lavoratrici che chiedono ai delegati Rsu di essere ascoltati, di essere presenti, di essere affidabili, “di anticipare il cambiamento per non essere condannati alla marginalità”. Per questo sono importanti un’organizzazione del lavoro e una dirigenza all’altezza della situazione. C’è “un lavoro culturale” da fare con i dirigenti, diversamente gli “enti locali non saranno più in grado di rispondere ai bisogni di cittadini e imprese” dice. Denunciando poi le discriminazioni per le donne messe in uno smart working non regolato, tra i carichi di cura familiare e i figli in dad.

“Si apre davanti a noi un momento unico che abbiamo il dovere di affrontare con il dovuto coraggio e speranza” rileva la vice sindaca Censi, con gli occhi di chi rappresenta un ente pubblico che, già tagliato dalla riforma Delrio, ha continuato a erogare servizi essenziali anche sotto il Covid, per cui “le persone oggi capiscono cosa è il nostro lavoro, lo capiscono perché le riguarda”.

“Questo anno e mezzo pandemico ci ha cambiato più di quanto abbiamo ancora analizzato: nelle modalità relazionali, nel vissuto, nelle aspettative e nelle priorità. Il senso di solitudine avvertito dalle lavoratrici e dai lavoratori è per noi, organizzazione sindacale, estremamente preoccupante e lo dobbiamo combattere in tutti i modi – sostiene Vanoli, evidenziando come “la più grande crisi sanitaria, sociale ed economica dal dopoguerra a questa parte sia stata anche più grave in Lombardia”. La causa è ormai nota: “un sistema di welfare che prima del Covid era ritenuto una eccellenza”. Un sistema che non ha retto, con il 40% dell’offerta in mano al privato e lo sguarnimento continuo della sanità territoriale. “Regione Lombardia ha risposto alla situazione pandemica con il ricovero in ospedale, curando le acuzie e non facendo nulla per rallentare la diffusione del virus”, ricorda, insieme agli esiti drammatici.

La prossima campagna Rsu ha questa cornice. “Sarà più complicata che in passato affrontarla. L’indagine mostra quanto abbia pesato il Covid ma anche il trascorso contrattuale” afferma Vanoli, riferendosi ai dieci anni di blocco prima del rinnovo 2016-2018. “Bisogna far percepire ai lavoratori che le cose possono cambiare. La produttività prima era misurata ai tornelli e con il cartellino, ora andiamo verso una Pa completamente diversa”. Il riferimento è al processo di digitalizzazione e al “Patto per l’innovazione” firmato col governo che “apre un percorso. Si comincia a disegnare la Pa del futuro in cui le Rsu avranno un ruolo determinante. Ma se qualcuno pensa che il futuro della Pa sia un po’ di smart working ha sbagliato a capire – aggiunge la segretaria Fp Cgil Lombardia -. Il futuro passa per un cambio di mentalità, di leadership. Innovazione non significa trasformare in digitale il cartaceo ma ragionare in digitale, partendo dal presupposto di quali servizi la Pa possa offrire più efficacemente e con più qualità”. Per questo bisogna vigilare sulla salvaguardia del perimetro pubblico, evitando il rischio che “pezzi di prestazioni pubbliche vengano affidati al privato”.

È Mario Sai, dell’Ufficio studi Cgil, a indicare come la rete delle Rsu sia “la più grande rete sociale operativa nel nostro paese e dovrebbe essere valorizzata nel dibattito pubblico e nel sindacato”. E a proporre, accanto a Rsu e Rls, una nuova figura, “il rappresentante sindacale per l’innovazione, per costruire attraverso la contrattazione d’anticipo capacità e progetti nuovi”.

Prima di lui, Viviana Lamonaca del Comune di Vimodrone parla della necessità, per i rappresentanti sindacali, di “dare concretezza all’ascolto”, di informarsi, formarsi, di avere gli strumenti per poter “dare le risposte nel modo giusto”.

La formazione come elemento chiave torna più volte nel corso dell’assemblea, ripreso anche da Cristina Borella del Comune di Melegnano.

Mentre Giancarlo De Pra del Comune di Cornaredo pone anche il tema del benessere organizzativo, visto il sovraccarico sulle spalle, tanto più in un periodo come questo, delle attività svolte nei servizi sociali.

Purificato, nelle conclusioni, connette il tema dello smart working e della salute e sicurezza: riguardano le condizioni e il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori e la conciliazione dei tempi di vita e lavoro. Le autonomie locali hanno la più alta percentuale di Rsu e una dimensione contrattuale decentrata. “Il ruolo delle Rsu va salvaguardato e reso più efficace” afferma. Assunzioni e concorsi semplificati sono altre voci importanti che cita, vedendo nel ringiovanimento delle Pa anche il potenziale di donne e uomini che potranno candidarsi e votare per la Cgil. (ta)