9 Dec 2021
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Retesalute verso la liquidazione

Sindacati lecchesi: salvaguardare i servizi erogati e il personale. Elmo (Fp Cgil): il debito dell’azienda consortile può essere sanato, garantire tutte le professionalità e il contratto delle funzioni locali

8 apr. – “Non sappiamo ancora se il percorso di liquidazione si accompagnerà alla nomina di un liquidatore o di un collegio liquidatori, ma ciò che ci sentiamo di rimarcare in questo difficile momento è l’ennesima conferma della nostra fiducia per il modello che Retesalute ha rappresentato in tutti questi anni, con una gestione associata dei servizi alla persona e alla famiglia che ne ha scongiurato la privatizzazione, attraverso la gestione pubblica dei medesimi servizi”. Fp Cgil – Cisl Fp – Uil Fpl lecchesi, in vista della riunione del 14 aprile in cui i comuni soci decideranno di sciogliere l’azienda consortile, affermano con determinazione come occorra “agire rapidamente, dare continuità alle azioni già in atto, portare definitivamente Retesalute fuori dalle difficoltà. Bisogna programmare attraverso un piano strategico aziendale interventi organizzativi volti al miglioramento dei servizi aziendali, anche attraverso una concreta valorizzazione del personale”.

L’ente in questione è la più grande azienda pubblica che, tra Merate, Casate e Oggiono, eroga servizi sociali con un’ottantina di lavoratrici e lavoratori impiegati. Entrambi da preservare per i sindacati.

“Retesalute dal 2015 al 2019 ha registrato un pesante disavanzo economico, questo è vero e su questo deficit si misurano i comuni soci. Ma nell’incontro avuto nei giorni scorsi con una rappresentanza del consiglio di amministrazione, la stessa presidente Alessandra Colombo ha riferito che il bilancio 2020 si è chiuso con segno positivo e il 2021 ha uno stesso buon andamento – racconta Teresa Elmo, segretaria Fp Cgil Lecco -. Inoltre gli accantonamenti fatti ad hoc dai comuni soci possono sanare il debito. Quindi da questi due dati bisogna partire per costruire il nuovo futuro”.

Cosa intendi? “I servizi sociali, a supporto delle persone più bisognose e fragili, sono fondamentali sempre. Nella situazione di crisi a più livelli aperta dalla pandemia lo sono ancora di più. Per garantirli alla popolazione, vanno garantite le professionalità che li portano avanti: assistenti sociali, psicologi, educatori, operatori socio sanitari e amministrativi. Non uno di meno. Lo scioglimento di Retesalute aprirà un nuovo scenario e il piano di riorganizzazione dovrà assicurare la continuità occupazionale e il contratto delle funzioni locali al personale. Diversamente – precisa Elmo – agiremo di conseguenza”. (ta)