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24 Ottobre 2021 - 6:33
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Appalti in sagra alla Asst Sette Laghi

Prosegue la denuncia della Rsu e dei sindacati sulla politica di esternalizzazione dell’azienda socio sanitaria. Moretto (Fp Cgil Varese): “il dumping contrattuale va tanto più contrastato all’interno di uno stesso luogo di lavoro: il lavoro deve significare dignità”

21 apr. – All’Asst Sette Laghi continua quella che Rsu e sindacati definiscono “la sagra degli appalti”.

A finire esternalizzati non ci sono solo i 20 posti letto dell’ospedale di Cuasso, o il servizio mensa, ma anche la farmacia, il trasporto dei pazienti, la gestione delle camere mortuarie, i parcheggi interni. E pare che l’azienda non si fermerà qui.

“Le vere motivazioni delle esternalizzazioni risiedono nell’orientamento politico della Regione  – attaccano le rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori -. Le esternalizzazioni si configurano come parte di un ampio processo di progressivo smantellamento e svuotamento delle funzioni statali o regionali, dove la PA da produttore e prestatore di servizi diventa mero ‘regolatore’. Il sistema delle esternalizzazioni può diventare uno strumento di sussidio pubblico a favore di profitti economici di soggetti privati a danno dei lavoratori e dei cittadini che da quei servizi dipendono”.

Gianna Moretto, segretaria generale della Fp Cgil Varese, insiste nello stigmatizzare il comportamento della Asst Sette Laghi. “All’ospedale di Varese c’è addirittura un intero reparto, 35 posti letto di sub acuti, in appalto a una cooperativa che fa fatica a garantire la copertura del personale – tuona -. L’Asst tira dritto senza spiegare né condividere le sue decisioni. Non si confronta sulle alternative agli appalti per dare più efficienza ai servizi con le risorse interne che sono un valore troppo spesso e a torto non riconosciuto. Inoltre non va trascurato che col tempo, come sostengono degli economisti, il peso del fornitore che diventa socio di maggioranza può legare le mani all’amministrazione pubblica, mettendone a rischio il mandato di tutela dei diritti di cittadinanza. Non è poi così conveniente esternalizzare se alcune aziende socio sanitarie stanno tornando sui loro passi. Senza considerare i risvolti di un appalto al ribasso che porta a penali, contenziosi, disservizi e costi per farvi fronte”.

Diritti dei cittadini e diritti di lavoratrici e lavoratori si tengono insieme. “Come la salvaguardia della qualità dei servizi dentro il perimetro pubblico. Non solo perché pubblico traduce l’idea di universalità dei servizi ma anche perché è difficile mantenere la qualità quando le aziende che vincono gli appalti applicano contratti penalizzanti sia dal punto di vista economico che dei diritti e delle tutele. Nondimeno, il dumping contrattuale va tanto più contrastato all’interno di uno stesso luogo di lavoro: il lavoro deve significare dignità” afferma Moretto. (ta)