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18 Ottobre 2021 - 17:41
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Asilo nido comunale “La Coccinella”: i saldi di primavera del servizio pubblico

Comunicato stampa Fp Cgil – Cisl Fp di Sondrio

Nei mesi scorsi avevamo ampiamente annunciato e previsto che il processo di privatizzazione dell’asilo nido comunale “La Coccinella” di Sondrio appariva ormai irreversibile.

Il 22 aprile è scaduto il termine di presentazione delle offerte per la “Procedura di gara per l’affidamento dell’appalto del servizio di gestione dell’asilo nido comunale” indetta dal Comune di Sondrio. Con riferimento a tale procedura di gara abbiamo formalmente posto all’attenzione dell’Ente appaltante le forti criticità che la caratterizzano.

Sin dalle prime indiscrezioni apparse sulla stampa locale avevamo evidenziato che l’ipotesi del processo di esternalizzazione preludeva, verosimilmente, a una privatizzazione di fatto e graduale dell’unica offerta educativa, a gestione pubblica, sulla fascia 0-3 anni del Comune di Sondrio, non rappresentando un miglioramento della qualità nella gestione del servizio. Oggi si confermano le  previsioni che si  intrecciano negativamente con  un  graduale ma  costante disinvestimento sulle politiche pubbliche di welfare attraverso una spoliazione di beni pubblici a favore del privato.

E anche in questa fase, rispetto alle scelte complessive adottate, il nostro giudizio non può che essere  negativo.  In  particolare,  resterà  in  seno  al  Comune  di  Sondrio  la  sola  gestione amministrativa legata al mero funzionamento burocratico del nido, determinando di fatto una “delega” al privato sugli aspetti maggiormente significativi e che attribuivano al nido comunale una funzione pubblica con uno spiccato orientamento alla qualità del servizio.

Al  futuro  aggiudicatario  verranno  attribuite,  di  fatto,  tutte  quelle  attività  che  di  per  sé caratterizzano la quotidianità della struttura, diventando il perno delle attività materno-infantili, anche nei confronti degli altri servizi territoriali e specialistici, delle famiglie e in generale della comunità sondriese. Assistiamo pertanto alla spoliazione del ruolo pubblico di governance e di garanzia dell’equità di trattamento dei cittadini per un segmento, quello della fascia 0-3 anni, estremamente importante e delicato.

Senza entrare nel merito dei dettagli del bando, sono molte le criticità riscontrate, sia nei confronti delle condizioni contrattuali con cui il personale verrà impiegato, a nostro avviso non compatibili con il pieno esercizio delle attività e dei compiti indicati e non rispondenti, parrebbe, ai corretti inquadramenti del futuro personale del nido. Monitoreremo attentamente anche questi aspetti, in un’ottica che contempli necessariamente diritti di lavoratori e lavoratrici e qualità dei servizi. Tale privatizzazione mascherata si compie in un momento storico in cui, a favore degli Enti locali, sono previste ampie agevolazioni in termini di fabbisogno assunzionale, rinunciando a una scelta di  rafforzamento  del  servizio  pubblico  a favore dell’avanzamento del privato.

Poco importa se la qualità del servizio, potrà, per evidenti ragioni, peggiorare; poco importa se il  personale avrà meno diritti; poco importa se coesisteranno per un certo numero di anni lavoratori  con  stipendi,  diritti  e  tutele  diverse  mentre  svolgono  le  medesime  mansioni, formalmente con due datori di lavoro diversi: uno pubblico e uno privato.

Tale  decisione,  che  se  non  altro  esplicita  finalmente  il  vero  volto  di  tale  processo, palesando gli intenti politici rispetto al destino (privato) dell’asilo nido, smaschera altresì la pretestuosità delle motivazioni addotte sino ad ora da parte dell’Amministrazione comunale, circa l’impossibilità o difficoltà di sostituire il personale educativo.   Da parte nostra, ribadiamo la forte preoccupazione rispetto all’ennesimo arretramento del servizio pubblico  nel  nostro  territorio,  per  le  prevedibili  conseguenze  che  ci  saranno  sia  nei confronti di lavoratrici e lavoratori, sia rispetto alla qualità del servizio.

Sondrio, 23 aprile 2021