30 Nov 2021
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“La Coccinella” di Sondrio, nido ex comunale

Turcatti (Fp Cgil): “Da mesi abbiamo dato l’allarme e lottiamo per contrastare la scelta dell’amministrazione comunale di Sondrio che, mantenendo la sola gestione burocratica, cede la governance pubblica del servizio educativo 0-3 anni nelle mani dei privati”.

26 apr. – “Tale privatizzazione mascherata si compie in un momento storico in cui, a favore degli Enti locali, sono previste ampie agevolazioni in termini di fabbisogno assunzionale, rinunciando a una scelta di rafforzamento del servizio pubblico a favore dell’avanzamento del privato.

Poco importa se la qualità del servizio, potrà, per evidenti ragioni, peggiorare; poco importa se il  personale avrà meno diritti; poco importa se coesisteranno per un certo numero di anni lavoratori con stipendi, diritti e tutele diverse mentre svolgono le medesime mansioni, formalmente con due datori di lavoro diversi: uno pubblico e uno privato”. Fp Cgil e Cisl Fp Sondrio definiscono la vicenda dell’asilo nido comunale “La Coccinella” come i “saldi di primavera del servizio pubblico”. Con un ritornello che suona come: ve l’avevamo detto.

Michela Turcatti, segretaria generale della Fp Cgil territoriale, spiega che il “bando per la presentazione delle offerte per l’appalto è scaduto il 22 aprile. Da mesi abbiamo dato l’allarme e lottiamo per contrastare la scelta dell’amministrazione comunale di Sondrio che, mantenendo la sola gestione burocratica, cede la governance pubblica del servizio educativo 0-3 anni nelle mani dei privati”.

La sindacalista ricorda che le educatrici del nido sono una decina circa, dopo l’uscita in pensione di tre colleghe. “L’amministrazione, avviando il percorso di esternalizzazione, aveva accampato come giustificazione la difficoltà a reclutare nuovo personale educativo ma a noi non ci ha mai convinti – sottolinea Turcatti insieme a Leonardo Puleri, sempre della Fp Cgil -. Nel bando d’appalto riscontriamo diverse storture rispetto alle condizioni contrattuali che saranno applicate alle future lavoratrici e lavoratori dai prossimi datori di lavoro, anche, parrebbe, rispetto agli inquadramenti. Monitoreremo, per i giusti diritti e la qualità del servizio per le bambine e i bambini”. (ta)