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24 Ottobre 2021 - 7:34
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Energeticambiente: indetto lo stato di agitazione del Cds di Bellusco

Cereda (Fp Cgil Monza Brianza): “Tutti i soggetti coinvolti devono sentirsi responsabili, dalla ditta appaltante alle ditte appaltatrici”

30 apr. 2021 – “I lavoratori sono stanchi di sopportare inadempienze e violazioni contrattuali e sono pronti a incrociare le braccia. Per diversi di loro questa situazione si trascina da anni e anche da parte nostra è da tempo che sottolineiamo la nostra preoccupazione”. Così Simone Cereda, segretario Fp Cgil Monza Brianza, nello spiegare la situazione che ha portato all’indizione unitaria dello stato di agitazione dei lavoratori del centro di servizio di Bellusco della Energeticambiente (ex Aimeri).

Per l’azienda privata di servizi di igiene urbana lavorano una cinquantina di operatori che, come racconta il sindacalista, “non ne possono più di vivere nell’incertezza e nella precarietà, visto che sono continui i ritardi nell’avere gli stipendi e i versamenti su voci importanti come la previdenza complementare, il fondo sanitario integrativo contrattuale o per la cessione del quinto stipendiale alle finanziarie. Sono anche incerte – aggiunge – le tempistiche per la tredicesima e quattordicesima. Per non dire del mancato rispetto delle norme sulla fornitura del vestiario per lavorare”.

Nel centro di servizio di Bellusco lavorano gli operatori addetti ai servizi di raccolta rifiuti appaltati dal Consorzio Est Milano, il CEM, di cui fanno parte una cinquantina di Comuni tra le Province di Monza e Brianza e Milano. “L’appalto (l’ultimo risale alla primavera del 2018) è stato assegnato a un’Associazione temporanea di imprese formata da Ditta Colombo Biagio e Sangalli, che, a loro volta, hanno subappaltato una parte dei servizi a Energeticambiente – racconta Cereda -. Da Bellusco partono i dipendenti di Colombo ed Energetica, mentre quelli di Sangalli partono dal cantiere di Agrate. Ma per quanto riguarda questa vertenza tutti i soggetti coinvolti devono sentirsi responsabili, ditta appaltante e ditte appaltatrici”.

Indetto formalmente lo stato di agitazione, si dovrà tentare ora la conciliazione. Altrimenti, come già anticipato, sarà sciopero. (ta)