9 Dec 2021
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Retesalute / Presidio unitario il 20 maggio a tutela dei lavoratori e dei servizi sociali

Elmo (Fp Cgil Lecco): “Ma non ci fermeremo, andremo avanti, riaprendo se necessario lo stato di agitazione, per arrivare anche a una giornata di sciopero”

10 mag. 2021 – “Scenderemo in Piazza per far sentire la voce di tutti i dipendenti di Retesalute, nello stesso istante in cui i Sindaci decideranno del loro futuro, assumendosi la responsabilità di scelte che, a nostro parere, devono essere coerenti alle linee di mandato su cui ciascun Amministratore ha fondato il proprio consenso politico. Ci rivolgeremo ai Sindaci, affinché prendano le proprie decisioni con coscienza e rispetto delle persone coinvolte, ma parleremo anche con i cittadini, che quei Sindaci hanno eletto, cercando il sostegno di tutti coloro per i quali i dipendenti di Retesalute raccolgono quotidianamente il bisogno”. Così i sindacati lecchesi annunciando il presidio di giovedì 20 maggio a tutela delle lavoratrici e lavoratori della più grande azienda pubblica di servizi sociali erogati tra Merate, Casate e Oggiono, mentre, in concomitanza, l’assemblea dei soci ne deciderà la sorte.

“ReteSalute ha un debito di circa 4 milioni di euro e verrà messa in liquidazione senza voler tentare di salvarla attraverso un piano di risanamento e rilancio, ritenuto illegittimo dai Segretari Comunali dei Comuni aderenti, i cui orientamenti ‘giuridico-amministrativi’ viaggiano in antitesi con la natura e la mission pubblica del consorzio – afferma Teresa Elmo, segretaria Fp Cgil Lecco -. Nel frattempo, in meno di un anno, e permanendo un clima di grandi contraddizioni e incertezza, oltre che di delusione e amarezza, i dipendenti sono scesi da 83 a 71. Legittimo cercare situazioni più stabili ma c’è anche un modello di gestione pubblica dei servizi sociali da preservare, insieme ai diritti dei lavoratori e ai livelli occupazionali in essere”.

Elmo racconta che all’ultima assemblea con le lavoratrici e i lavoratori, i sindacati hanno ricevuto mandato di tornare in pressing sul consiglio di amministrazione e sull’assemblea dei soci di Retesalute per chiedere risposte finalmente chiare e concrete. Da qui la decisione del presidio del 20 maggio, dalle ore 17.30 alle 20, nel piazzale antistante il Comune di Merate. “Ma non ci fermeremo, andremo avanti, riaprendo se necessario lo stato di agitazione, per arrivare anche a una giornata di sciopero: con e per i lavoratori, con e per i servizi ai cittadini”. (ta)