30 Nov 2021
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Asst Lecco / Il 14 maggio due ore di sciopero generale

Ieri la conferenza stampa dei sindacati per spiegare le ragioni della protesta che si terrà dalle ore 8 alle 10 con tre presidi simbolici a Lecco, Bellano e Merate. Tramparulo (Fp Cgil): uno sciopero locale rappresentativo di criticità più ampie della nostra sanità, a partire da quella lombarda

12 mag. 2021 – Si avvicina il 14 maggio, giorno dello sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori della Asst Lecco. I sindacati, che lo hanno proclamato lo scorso marzo, ieri ne hanno spiegato le ragioni in una conferenza stampa.

“È il secondo sciopero generale in tre anni e questo la dice lunga sulla situazione in cui versa l’azienda socio sanitaria – afferma Lello Tramparulo, segretario generale della Fp Cgil Lecco. Ai cittadini, cui rivolgiamo il primo appello perché comprendano e sostengano questa protesta, facciamo presente che saranno sempre e comunque garantiti i servizi minimi essenziali e, paradossalmente, forse proprio per questo ci sarà più personale, nonostante le gravi carenze di organico che pesano sull’azienda ospedaliera e sulle condizioni dei circa 2600 operatrici e operatori”.

Di questi, già 850 sono stati colpiti dal Covid, mandando ulteriormente in sofferenza la tenuta umana del sistema, con 135mila ore che i lavoratori devono ancora recuperare e 41mila giorni di ferie accantonati.

Cosa chiedete con lo sciopero del 14 maggio? “Salute e sicurezza sul lavoro, organizzazione del lavoro e benessere organizzativo sono tra le rivendicazioni della nostra protesta, al cui centro sta un piano straordinario di assunzioni quale imprescindibile leva per consentire sia condizioni di lavoro più dignitose, equilibrate e sane sia la qualità ed efficienza dei servizi erogati – risponde Tramparulo –. L’azienda ospedaliera va anche resa più attrattiva invece che essere mero punto di passaggio, come ci segnala la grande mobilità volontaria delle lavoratrici e dei lavoratori, che sempre più chiedono di spostarsi ad altre Asst o di andare in altre regioni. Un altro tema importante – aggiunge – riguarda il personale interinale sui reparti appaltati, con il dumping contrattuale che si determina in uno stesso posto di lavoro. Le partite in questione sono tante – prosegue – e bisogna confrontarsi urgentemente con responsabilità e la volontà di trovare soluzioni concrete. Da qui la necessità di ripartire anche da corrette e stabili relazioni sindacali”.

La pandemia ha messo in evidenza in tutta la sua drammaticità i limiti della nostra sanità. “Sì, a partire da quella lombarda che va riformata. Questo sciopero, che parte da un livello provinciale, è rappresentativo di criticità ben più ampie e di domande di salute che non trovano risposte all’altezza: prevenzione, medicina di base, assistenza domiciliare, servizi territoriali per citare solo alcune voci che sono assolutamente da rafforzare e rilanciare, insieme alla rete con il sistema ospedaliero” sostiene Tramparulo, rilevando la necessità di “aprire quanto prima, intanto, un tavolo territoriale sul destino della sanità pubblica. È un diritto e un interesse della collettività – dalle istituzioni alla politica e alle rappresentanze sociali – ragionare su come ripartire, anche in ragione delle risorse europee che arriveranno per investire in questo settore fondamentale”. (ta)