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18 Ottobre 2021 - 16:09
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“Vogliamo il pagamento, basta sfruttamento”

Oggi il presidio delle lavoratrici e lavoratori della cooperativa sociale Rinnovamento davanti alla Prefettura di Bergamo

18 mag. 2021 – Cooperativa Rinnovamento senza pagamento è una rima triste ma vera. Soprattutto per le lavoratrici e i lavoratori dell’impresa sociale con 5 mesi di stipendi arretrati ancora da prendere. Per questo oggi, con striscioni e cartelli riportanti l’appello #ioesisto, sono stati in presidio davanti alla Prefettura di Bergamo con Cgil e Cisl territoriali.

“Rinnovamento è una cooperativa sociale di Romano di Lombardia che si occupa di accoglienza ai migranti, ma anche di servizi di psichiatria, recupero di tossicodipendenti e di centri per donne vittima di violenza, e ha 64 dipendenti. Oggi in presidio per tutti c’erano quelli che operano nelle strutture di accoglienza di Antegnate, Fontanella, Martinengo e Pontirolo – spiega Inga Lill Nordli della Fp Cgil orobica -. La nostra vertenza è iniziata l’anno scorso, quando sono saltati gli stipendi di luglio ed agosto, e prima di Natale avevamo concordato per una rateizzazione degli arretrati mai arrivati. E in questo 2021 ci sono già 3 mensilità da prendere ma i soldi per pagarle non ci sono”.

Come mai? “L’inchiesta in cui la cooperativa è stata coinvolta, sull’indebita gestione dei fondi per l’accoglienza alle persone migranti, è stata chiusa a metà 2020. Da quel giugno c’è un nuovo consiglio di amministrazione e a una società di consulenza esterna è stata affidato il controllo dei conti. Il punto è che i finanziamenti statali per questo servizio in appalto non sono stati più erogati e la situazione finanziaria della cooperativa è critica, nonostante vanti con la Prefettura 3,2 milioni di euro di credito”.

Indetto lo stato di agitazione, l’incontro con il Prefetto Enrico Ricci, lo scorso 11 maggio, non ha prodotto la conciliazione sperata e ieri l’assemblea sindacale (la terza in due settimane) ha optato per il presidio odierno davanti all’ufficio territoriale del governo. “Se la Prefettura non versa nemmeno un acconto la cooperativa rischia la chiusura – afferma Nordli -. Anche i richiedenti asilo si sono visti sospendere, per carenza di liquidità, la diaria e questo non aiuta il clima nei Cas. La situazione si fa sempre più preoccupante – sottolinea -. La cooperativa ha un importante patrimonio immobiliare e qualche immobile è stato già venduto per poter saldare i debiti. Ora ci hanno parlato della possibile vendita di un grosso complesso, con un valore di 2 milioni di euro, in modo da chiedere il concordato in continuità e evitare il fallimento. Intanto però diversi dipendenti si stanno dimettendo per giusta causa”.

Roberto Rossi, segretario generale Fp Cgil Bergamo, amplia la carenza di finanziamenti all’intero sistema dell’accoglienza provinciale, con i suoi circa 200 addetti. E aggiunge: “Lo ribadiamo da tempo come categoria, ed è stato sottolineato anche dai nostri confederali: la questione riguarda anche le assunzioni necessarie in Prefettura per far funzionare nel modo più corretto i servizi. La pubblica amministrazione è un sistema che si occupa delle persone e da persone deve essere occupata”. (ta)