3 Dec 2021
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Servizi per la salute mentale / Fp Cgil Pavia rilancia un SOS

La sindacalista Sturini: “questo è un tema che nessuno vuole affrontare ma che mai come oggi ha bisogno di essere rivisto, a partire dalle necessarie assunzioni di personale”

21 mag. 2021 – La salute mentale è un tema spesso sottovalutato, per ragioni culturali e sociali, per pregiudizi e paure. Ma il Covid, che di crisi ne ha portate e inasprite, probabilmente questo tema lo farà esplodere del tutto: l’urto nella nostra psiche è stato violento. Lo sanno bene le lavoratrici e i lavoratori chiamati nei reparti ospedalieri a contrastare il virus e il suo carico continuo di sofferenza, malattia, morte.

Nel pavese il terreno ha già le sue tante crepe e la Fp Cgil, con Patrizia Sturini, torna a lanciare un allarme che da troppo tempo resta inascoltato. “La situazione è preoccupante, i servizi per la salute mentale, sguarniti di personale, non funzionano come dovrebbero. E mentre la politica territoriale in materia latita, le persone con disagi e le loro famiglie vengono lasciate sole. Nei pronto soccorso aumentano i ragazzini che fanno uso di stupefacenti presi su internet come aumenta l’aggressività, in particolare quella giovanile” racconta la sindacalista.

Cosa occorre? “Bisogna assumere psichiatri, psicologi, assistenti sociali e tutte le professionalità dedicate alla salute mentale. Sono figure che mancano un po’ dappertutto, fino alla Lomellina e all’Oltrepò, e che stanno portando a chiudere dei servizi e ad allungare ancora di più le liste d’attesa. Ma ci sono anche gli istituti penitenziari che con queste carenze di organico non sono messi meglio e negli ospedali anche gli stessi operatori vanno seguiti e supportati psicologicamente, perché possono avere patologie da stress lavoro correlato. E come si fa se manca chi può farlo? Alla dirigenza della Asst – prosegue Sturini – abbiamo sempre evidenziato queste criticità, e più si aspetta a intervenire più il disagio sociale salirà. Cosa stiamo aspettando?”.

Gli esempi portati dalla sindacalista parlano chiaro. Al Centro psico sociale di Pavia un medico andato in pensione a fine 2020 non è ancora stato sostituito e quest’anno ne uscirà un altro. Gli psichiatri da 9 sono scesi a 6 e c’è chi è uscito per pensionamento ma anche chi, vista la mole di lavoro, ha chiesto di essere spostato su altri servizi. “Le 2 psicologhe rimaste sono stracariche di richieste di aiuto – aggiunge Sturini – e il Cps è pure chiamato a supportare il Servizio psichiatrico diagnosi e cura che è in affanno per i pochi medici presenti. A Casorate Primo, l’ambulatorio che garantiva il servizio di giovedì è stato chiuso. E, a oggi, l’Asst non ha ancora pubblicato il bando per il progetto TR93, stanziato da Regione Lombardia, per la cura dei disturbi di personalità che prevede una psicologa per ogni Cps (Voghera, Vigevano, Pavia)”.

Quindi anche il Spdc del San Matteo ha problemi? “Eccome! I medici del reparto devono garantire consulenze a tutto l’ospedale che, da mesi, sta anche accogliendo sia i pazienti di Vigevano, dove il servizio psichiatrico è stato chiuso, sia quelli di Voghera, dove sono stati ridotti i posti letto. Le carenze di personale impattano anche sui Cps che anticiperanno nei mesi estivi la chiusura alle 16.30, anziché alle 20, perché i medici dovranno turnare con i colleghi del Spdc per garantire lì il servizio sulle 24 ore. E siccome la coperta è corta mentre i bisogni sono tanti e sempre più in aumento, finirà che i pronto soccorso dovranno fare fronte, tanto per cambiare, a un incremento di accessi. E invece cambiare si deve davvero e urgentemente”.