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18 Ottobre 2021 - 18:13
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Afolmetropolitana verso lo stato di agitazione

Bonfanti (Fp Cgil Milano): la situazione dell’ente è preoccupante, come lo scenario più generale che si prospetta. Inammissibile che il direttore generale non si presenti al confronto

27 mag. 2021 – “L’incontro di oggi con Afolmetropolitana verteva su temi molto importanti, a partire dallo stato di salute finanziaria dell’ente e dal piano industriale. Il direttore generale non si è presentato e per noi è un chiaro messaggio, sicuramente non positivo”. Alexandra Bonfanti, segretaria Fp Cgil Milano, esprime tutta la sua preoccupazione per la situazione dell’azienda speciale consortile per la formazione l’orientamento e il lavoro del territorio metropolitano che si inserisce nel non facile contesto pandemico attuale, con la crisi che ha portato e le prospettive che si stanno per affacciare. “Avevamo richiesto la presenza del direttore generale visto che abbiamo saputo che Afol ha chiuso il bilancio in pareggio utilizzando sopravvenienze attiva pari a circa 1.800.000 euro. Invece questa sua assenza al tavolo conferma la criticità delle relazioni sindacali, carenti di informative a più livelli. Ad oggi, nonostante le nostre continue sollecitazioni, non abbiamo avuto ancora risposte, ed è palese ormai che non ci sia volontà di interlocuzione – attacca Bonfanti -. Convocheremo prossimamente l’assemblea generale per farci dare il mandato dalle lavoratrici e dai lavoratori a proclamare lo stato di agitazione”.

Quali sono i principali altri problemi? “Oggi al tavolo è stato affrontato un dettaglio sulla detassazione del premio aziendale ma ci sono altri punti importanti come gli aspetti confusi e disorganici che presenta il recente e importante piano di riorganizzazione aziendale. Ci sono le progressioni verticali da definire per valorizzare il personale e vanno monitorati gli scorrimenti orizzontali – risponde la sindacalista -. Preoccupa poi che la neo dirigente dell’area lavoro, arrivata lo scorso dicembre, vada via dal prossimo 1° giugno. Avere il Centro per l’impiego di Milano, che è il più grande d’Italia, senza responsabile è un problema, che peraltro abbiamo anche in due altri Cpi, in due territori complessi e fragili dal punto di vista sociale: a Rozzano e San Donato. Inoltre – aggiunge Bonfanti – se davvero arriva lo sblocco dei licenziamenti, dal 1° luglio i Cpi saranno sommersi, non saranno pronti ad affrontare una partita così importante. Sono già sotto organico, anche perché il mega concorso era stato bloccato, per via del Covid, e le 26 lavoratrici e lavoratori a tempo determinato chiamati a supporto non sono ancora in servizio, con le procedure non ancora concluse. Altro tema, ma non ultimo, è quello delle politiche attive: che ruolo intende avere Afol? Mi pare che con tutte queste tematiche da affrontare il confronto sia quanto mai necessario, oltre che un atto di responsabilità”.