9 Dec 2021
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Fp Cgil Mantova: “aprire il dibattito sui servizi pubblici”

Michele Nicchio, direttore operativo del gruppo Mantova Salus e presidente di AIOP giovani, ha rilasciato una interessante intervista dalle quale traiamo spunto per riproporre ancora una volta la evidente necessità di aprire il dibattito sui servizi pubblici.

E -in epoca covid- i servizi pubblici per eccellenza si riferiscono alla sanità. Il sindacato, la categoria della Funzione Pubblica CGIL sostiene che la sanità debba essere un servizio pubblico universale, debba essere accessibile e rispondente ai bisogni di salute rilevati sul territorio da una programmazione politica attenta alle necessità dei cittadini e delle comunità. Se questa è una posizione ideologica, lo è semplicemente perché la sanità, meglio-la salute- è un bene pubblico.

L’efficienza e l’efficacia dei servizi sanitari, la gestione delle risorse, l’attenzione ai costi e la capillarità dei servizi devono essere obiettivo unico inscindibile del sistema sanitario pubblico che garantisce il diritto alla salute.

La sanità privata non è “il diavolo”, deve essere supporto e non sostituzione della sanità pubblica. Non è accettabile e non è più sostenibile ciò che è accaduto in Lombardia con la legge 23. La salute pubblica è stata depauperata a causa dei tagli sia di risorse economiche e sia di personale, con uno sbilanciamento verso il privato che ha indebolito il servizio sanitario pubblico.

La pandemia ha acceso i riflettori su di una sanità pubblica con poche risorse a disposizione, organico di personale sottodimensionato e precario, ridotta capacità di intervenire sul territorio. Una continua esternalizzazione delle prestazioni sanitarie verso la sanità privata che ha gestito alcuni pezzi sicuramenti più remunerativi e non universali, come invece deve essere il diritto alla salute.

La garanzia delle risorse, la valorizzazione del personale attraverso formazione, sicurezza sul lavoro e stipendi adeguati sono gli aspetti che più attengono alla attività sindacale della categoria, sia nella sanità pubblica che in quella privata.

La FP-CGIL evidenzia che dopo 14 anni di blocco, i contratti di sanità privata AIOP e ARIS applicati nelle strutture sanitarie ospedaliere, è stato rinnovato a ottobre 2020. A tutt’oggi però il contratto nazionale sottoscritto non è stato applicato nel modo corretto dalle parti datoriali. Per questo sono in atto vertenze su tutti i territori.

Confidiamo che il percorso di confronto porti a relazioni sindacali più proficue rispetto al passato e permetta finalmente l’applicazione delle condizioni migliori ai lavoratori e alle lavoratrici che hanno lottato e scioperato per avere il rinnovo contrattuale.

C’è un altro contratto fermo da ormai 9 anni ed è quello di AIOP-ARIS RSA per il personale delle residenze sanitarie per anziani e delle strutture residenziali socio-assistenziali e centri di riabilitazione. I lavoratori e le lavoratrici di queste strutture private che erogano servizi pubblici patiscono salari ingiustamente differenziati e pochi diritti. Una condizione ingiusta e ingiustificata a cui si pone rimedio con il contratto unico di settore che assicuri dignità e salario a chi vi opera.