30 Nov 2021
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Polizia penitenziaria / 10 giugno presidio nazionale Fp Cgil a Roma

Il sindacato chiede assunzioni, rinnovo del contratto e più tutele e sicurezza per il personale penitenziario “che continua a lavorare in condizioni al limite della sopportabilità umana”

1 giu. 2021 – Assunzioni, contrasto alle aggressioni, rinnovo contrattuale decoroso. Le lavoratrici e i lavoratori della polizia penitenziaria, giovedì 10 giugno saranno in presidio nazionale, con la Fp Cgil, nei pressi del Ministero della Giustizia a Roma, dalle ore 11 alle 13, chiedendo riscontri concreti alla titolare del dicastero, Marta Cartabia. “Da mesi” il sindacato lo sta facendo, senza avere, al momento “alcuna risposta”.

Le condizioni di lavoro delle operatrici e degli operatori, già non invidiabili prima della pandemia, sono peggiorate, al limite del sostenibile: “mancano circa 5.000 Poliziotti Penitenziari nella dotazione organica del Corpo e ogni anno vanno in pensione circa 1.300 unità, questo significa che nei prossimi due anni servono almeno 7.000 assunzioni. Anche perché a questa carenza si sono aggiunte, da un anno a questa parte, le assenze dovute al contagio e alle misure di isolamento, con la conseguenza che un poliziotto è costretto a coprire più posti di servizio nello stesso turno e a lavorare fino a 16 ore al giorno, senza poter fruire dei diritti soggettivi”, denuncia la Fp Cgil.

Si inasprisce anche il dato delle aggressioni al personale penitenziario da parte delle persone detenute. “Anche in Lombardia il fenomeno diventa sempre più preoccupante. Da Pavia a Como a Brescia, per citare alcune carceri, aumentano le risse interne, il disagio è forte per tutti nell’ambiente carcerario, ma anche l’organizzazione del lavoro attuale non aiuta. La vigilanza dinamica espone gli operatori se non sono nel numero adeguato per poterla svolgere in sicurezza – afferma Calogero Lo Presti, coordinatore regionale Fp Cgil -. Ieri al carcere bresciano Nerio Fischione, per l’ennesima volta, c’è stata una mischia e due nostri colleghi sono finiti in ospedale per fermarla. A loro va la nostra vicinanza e l’augurio di pronta guarigione. Ma a tutti i poliziotti penitenziari va la nostra solidarietà, per i rischi che corrono nello svolgere il loro lavoro con grande impegno e professionalità, senza le necessarie tutele e correttivi che invece rivendichiamo. Inoltre l’anno di Covid ha messo ulteriormente a dura prova tutto il sistema, mettendo a nudo altre fragilità dal punto di vista della sicurezza, come hanno raccontato le cronache anche della Lombardia, interessata dalle rivolte, in alcune carceri, del marzo scorso – continua il sindacalista –. Il danno non è solo per i reclusi. Lo stress da lavoro correlato, le numerose difficoltà di questo  ambiente mettono a dura prova la resistenza anche mentale del personale, come provano drammaticamente anche i suicidi tra gli agenti o il crescere dei casi di burn out”.

Davide Viscardi, segretario Fp Cgil Lombardia, aggiunge anche come punto importante “il contratto di lavoro, con il quale si definiscono riconoscimenti, valorizzazione, diritti e tutele. Il contratto va rinnovato alle lavoratrici e ai lavoratori. Ma per essere dignitoso ed equo bisogna metterci risorse economiche ed è quello che al tavolo nazionale abbiamo chiesto. Inoltre, occorre aprire anche a questi operatori le porte della previdenza complementare, la seconda gamba del sistema pensionistico, utile a rendere più sereni i propri giorni in futuro. Dunque questo presidio del 10 giugno è doveroso – sostiene – ed è tappa di sintesi, ma non ultima, di una mobilitazione sindacale che ha percorso molte carceri italiane”.