30 Nov 2021
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Federcasa / Stato di agitazione e tentativi di conciliazione

Martello (Fp Cgil Lombardia): non si fa melina su un diritto delle lavoratrici e lavoratori qual è il rinnovo del contratto

21 giu. 2021 – La mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori di Federcasa prosegue attraverso le assemblee unitarie, in vista del prossimo 6 luglio, quando ci sarà la seconda tappa del tentativo di conciliazione con la Federazione che riunisce gli ex Istituti case popolari e le aziende di edilizia residenziale pubblica.

I sindacati, che lo scorso 11 giugno hanno proclamato lo stato di agitazione, oggi al Ministero del lavoro, nella prima tappa per conciliare hanno ottenuto l’impegno, da parte del delegato del presidente di Federcasa, di vedersi sottoporre “una proposta economica entro il 2 luglio” per definire il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro.

A riassumerci la questione, Miriam Martello, coordinatrice Fp Cgil Lombardia. “Federcasa sta facendo melina sul rinnovo contrattuale ed è per questo che è stato proclamato lo stato di agitazione. Il contratto è scaduto a fine 2018, quindi da 2 anni e mezzo, e la piattaforma rivendicativa unitaria è stata presentata nel 2019. Indipendentemente dalla battuta d’arresto del 2020 a causa della pandemia Covid-19 – racconta la sindacalista -, i vertici di Federcasa da subito hanno assunto un atteggiamento palesemente dilatorio, rinviando di continuo la trattativa: vuoi per rinnovare i propri organi istituzionali, vuoi per problemi sulla composizione della delegazione o sulla natura negoziale del confronto. Ma anche ignorando per mesi le sollecitazioni delle rappresentanze dei lavoratori a riprendere il tavolo, per poi arrivare a proporlo, lo scorso 24 maggio, per fine luglio”.

È a quel punto che avete pensato allo stato di agitazione? “Sì. Ormai Federcasa aveva mostrato in modo quasi spudorato sia il completo disinteresse rispetto alle aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori sia di non avere la minima intenzione di giungere a un esito positivo del rinnovo del contratto nazionale”.

Martello ricorda che anche in Lombardia, “nonostante il difficile contesto di emergenza sanitaria, le lavoratrici e i lavoratori impiegati nelle aziende di edilizia residenziale pubblica, le Aler, e in MM a Milano, hanno continuato a erogare il servizio. E comunque il contratto è un diritto, a prescindere”.

Nei prossimi giorni, dunque, si svolgeranno nelle varie aziende (in Lombardia sono 5: Milano, Brescia/Cremona/Mantova, Varese/Como/Monza Brianza/Busto Arsizio, Bergamo/Sondrio/Lecco e Pavia/Lodi), le assemblee unitarie. Insieme a ulteriori iniziative a sostegno del rinnovo del contratto Federcasa.