30 Nov 2021
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Province e Centri per l’impiego / Le carenze emerse dall’incontro con Regione Lombardia

Pirovano (Fp Cgil): vogliamo partecipare, come organizzazioni sindacali, a tutto tondo e chiediamo sia coinvolta anche l’Unione delle Province Lombarde

23 giu. 2021 – A fine anno scadono gli accordi del 2019 tra Regione Lombardia, le 11 Province e la Città Metropolitana di Milano sulle funzioni regionali che sono state delegate a questi enti locali con la riforma del 2015 (legge regionale 19).

Dall’incontro dei giorni scorsi a Palazzo Lombardia, i sindacati sono usciti confermando i propri timori in merito alle risorse economiche e umane trasferite negli enti provinciali per svolgere queste funzioni delegate, che vanno dalla protezione civile alle politiche sociali, dal turismo alla cultura e alle attività ittico-venatorie e i servizi portuali.

“Queste funzioni dovrebbero essere svolte da 374 lavoratrici e lavoratori e invece ce ne sono 307. E che dire degli uffici che ad esempio gestiscono le Guardie ecologiche volontarie, senza averne formale riconoscimento? Ma insufficienti sono anche i finanziamenti per coprire il salario accessorio e il personale della dirigenza – spiega Lucilla Pirovano, coordinatrice Fp Cgil Lombardia -. Questo scarto non è ammissibile né dal punto organizzativo, con i carichi di lavoro che gravano sulle persone, né da quello dei diritti di cittadinanza, con i servizi pubblici da erogare. Perciò bisogna cambiare passo nel prossimo triennio, con tutte le coperture adeguate, umane e finanziarie. Noi organizzazioni sindacali vogliamo essere coinvolte in questo nuovo percorso, aprendo un tavolo dedicato in cui sia presente anche l’Unione delle Province Lombarde”.

Su un altro versante, quello dei centri per l’impiego, il tema delle carenze di organico non c’è, con le 1378 nuove assunzioni in arrivo tra settembre e dicembre prossimi. “È un numero importante, che triplica l’attuale platea. Da qui però il nostro preoccupato sconcerto nel constatare che non sono state previste risorse né per nuove posizioni organizzative né per ruoli dirigenziali: bisogna organizzare il lavoro e retribuire le responsabilità. Inoltre occorre accelerare sulle sedi dei centri, affinché siano tutte pronte in tempo per accogliere i nuovi assunti, tanto più ora che le capienze degli uffici sono ridotte a causa dei protocolli Covid – rileva la coordinatrice della Cgil -. Con Cisl e Uil abbiamo chiesto che la dirigenza del Lavoro venga separata dalla dirigenza delle altre funzioni delegate e che si inizi uno studio organizzativo. Noi vogliamo esserci anche in questo settore centrale e complesso, misurandoci insieme alle Province in un confronto sul sistema dei Cpi e delle politiche attive. Crediamo infine che nel mercato del lavoro le convenzioni debbano essere biennali e con la propria specificità rispetto alle altre funzioni delegate”.