30 Nov 2021
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#RipartiamoInsieme / Vanoli (Fp Cgil Lombardia): “Come categoria doppiamente chiamati in causa. I servizi pubblici pilastro del paese”

La segretaria generale della categoria lombarda interviene sulle manifestazioni di Cgil Cisl Uil di sabato 26 giugno a Torino, Firenze e Bari

24 giu. 2021 – Sabato 26 giugno Cgil Cisl Uil scendono in piazza, a Torino, Firenze e Bari, in tre grandi manifestazioni in contemporanea (dalle ore 10.30) sotto un unico slogan: “Ripartiamo, insieme. Con il lavoro, la coesione e la giustizia sociale per l’Italia di domani”.

“Finalmente la piazza, pur con tutte le accortezze necessarie per la pandemia. La Lombardia, con Maurizio Landini, sarà a Torino” commenta Manuela Vanoli, segretaria generale Fp Cgil Lombardia, all’attivo regionale che la categoria ha organizzato oggi alla Camera del Lavoro di Milano, in vista delle elezioni dell’anno venturo per rinnovare le Rappresentanze sindacali unitarie.

Noi saremo lì per chiedere la proroga del blocco dei licenziamenti almeno fino al 31 ottobre. Per chiedere una riforma degli ammortizzatori sociali e nuove politiche attive per il lavoro. Per rivendicare le proposte sindacali unitarie su salute e sicurezza sul lavoro, occupazione, fisco, riforma della pubblica amministrazione, rinnovo di tutti i contratti, pubblici e privati, cultura, turismo, pensioni, non autosufficienza, per citarne alcune” esordisce la dirigente sindacale.

Sottolineando la doppia responsabilità che chiama in causa la categoria visto il ruolo centrale dei servizi pubblici, “un pilastro del paese”, come ha reso ancora più evidente l’emergenza sanitaria. Tanto più, allora, difendere il perimetro pubblico dai continui tentativi di restringerlo con esternalizzazioni e privatizzazioni – “e i servizi educativi in questo momento ne sono un esempio eclatante” – rappresenta una priorità e rafforza la rivendicazione sindacale per un piano straordinario di assunzioni nella pubblica amministrazione.

Ma “lavoro pubblico è anche quel pezzo di settore privato che eroga servizi pubblici. Un settore fortemente provato dalla crisi e a cui vanno dati strumenti e forza per ripartire. A cui vanno date tutele e diritti, contrastando la frammentazione del mondo del lavoro, la logica del massimo ribasso negli appalti, i contratti pirata e il dumping contrattuale, le illegalità – aggiunge Vanoli -. Qui un altro esempio è l’igiene ambientale. Tutto il comparto, pubblico e privato, il 30 giugno sarà in sciopero per chiedere di correggere l’art. 177 del Codice degli appalti che mette a rischio migliaia di posti di lavoro e obbliga le aziende concessionarie ad esternalizzare l’80% di tutte le attività, anche nel caso in cui le stesse venissero esercitate direttamente dalle proprie lavoratrici e lavoratori dipendenti. Il 29 giugno, saremo in piazza anche per dare manforte alle ragioni di questo sciopero”.

Rispetto al Piano nazionale di ripresa e resilienza, le istanze unitarie riprese da Vanoli sono: “una governance partecipata a tutti i livelli e negoziazione per un confronto preventivo e rafforzato; investire le risorse per la ripresa economica secondo un modello di sviluppo sostenibile, con politiche di coesione sociale, creando buona e stabile occupazione a partire da giovani e donne e dai territori più in difficoltà, superando i divari; investire sulla formazione e l’innovazione digitale oltre che sociale”.

L’elenco si infoltisce con la richiesta di “un sistema di protezione sociale per tutte le dimensioni di impresa; una riforma delle pensioni con riconoscimento dei lavori gravosi; l’esigibilità del diritto alla salute per tutta la popolazione; sostegni per la non autosufficienza; giustizia ed equità fiscale; stabilizzazione di tutti i precari della pubblica amministrazione” accanto alle assunzioni straordinarie già citate.

Infine un tributo, salutato da un applauso delle donne e degli uomini del sindacato. “Di sicuro Guglielmo Epifani avrebbe partecipato alla manifestazione di sabato 29 giugno. Io dico, caro compagno e guida di tante lotte, che anche quel giorno sarai con noi” chiude Vanoli.