9 Dec 2021
HomePubblicazioneL’Italia del futuro ha la Carta dei diritti e il lavoro pubblico al centro

L’Italia del futuro ha la Carta dei diritti e il lavoro pubblico al centro

Vanoli (Fp Cgil Lombardia): “Siamo pronti a confrontarci a tutto campo, a partire dal rinnovo dei contratti. Le nostre proposte di riforma sono tutte nero su bianco”

29 giu. 2021 – “Licenziare le persone, sbloccare i licenziamenti non è solo una questione economica ma è una questione di dignità, di riconoscimento della dignità delle donne e degli uomini. Quello che rischia di passare, con questo e altri interventi del governo, è che le persone si possono prendere, utilizzare e gettare a seconda di quello che chiede di fare il mercato”. Manuela Vanoli, segretaria generale Fp Cgil Lombardia, all’assemblea generale della categoria regionale torna sulla manifestazione unitaria di sabato 26 giugno e avverte: “Le nostre rivendicazioni e le piazze di sabato sono solo l’inizio”.

Il governo Draghi va per la sua via, confermando le porte riaperte ai licenziamenti dal 1° luglio (salvo che per il settore tessile e collegati, calzaturiero e moda, che li stopperanno fino a ottobre, con possibilità della cassa integrazione straordinaria) e intervenendo per indirizzare gli stanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. “Noi pretendiamo il nostro ruolo nella governance di questi processi. Le risorse per cambiare questo Paese ci sono. Il vero problema è la direzione che questo cambiamento rischia di prendere – sottolinea Vanoli -. Quella sulla governance non è una banale rivendicazione di ruolo ma è l’idea che c’è una parte di Paese che deve essere rappresentata dalle parti sociali”.

Così la piazza torna presto, torna domani, 30 giugno, davanti alle Prefetture, in occasione dello sciopero nazionale dei settori elettrico, gas, igiene ambientale, per chiedere di modificare l’articolo 177 del codice degli appalti che impone alle “aziende titolari di concessioni di esternalizzare l’80% delle proprie attività”. Si tratta di “settori strategici che, anche grazie al Pnrr, saranno oggetto di interventi straordinari e non possono rischiare di vedere compromessi gli investimenti fatti finora. Il progetto di esternalizzazione, inoltre, aprirebbe degli scenari molto preoccupanti sulla tenuta occupazionale e rischierebbe comunque di peggiorare le attuali condizioni contrattuali, compromettendo anche la qualità dei servizi ai cittadini” rimarca la dirigente sindacale.

Le esternalizzazioni riguardano anche altri ambiti dei servizi pubblici, vedi i servizi educativi all’infanzia 0-6 anni, per i quali la Fp Cgil ha anche lanciato una petizione nazionale. Per contrastare tutti i tentativi di privatizzazione e difendere il perimetro pubblico sono fondamentali le nuove assunzioni. Ma il decreto legge sul reclutamento delude: è stato approvato senza confrontarsi con le parti sociali “e nei suoi contenuti interviene arbitrariamente in materie riservate alla contrattazione” dice Vanoli. Le risorse del Pnrr non sono strutturali e quindi “le assunzioni previste sono a tempo determinato”, con il rapporto contrattuale che può essere interrotto a insindacabile giudizio del datore in qualsiasi momento” e questo è un punto. Cui si aggiunge l’introduzione di “deroghe al rapporto di lavoro che, se non perimetrate, creerebbero precedenti incompatibili con la disciplina pubblicistica, basti pensare alla durata dei contratti a termine che arriva a cinque anni”. Come metterla, poi, con la questione dell’apprendistato, che ora coinvolge – e “non si era mai visto” – anche chi ha la laurea con la specializzazione?

Questa norma pare smentire il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale firmato lo scorso marzo “nel quale si disegna un sistema di relazioni sindacali più avanzato e che parte dall’idea che le riforme si fanno con i lavoratori perché questa è una delle premesse di quel Patto. Non ci stancheremo mai di dire e di spiegare a lavoratrici e lavoratori che il confronto tra governo e organizzazioni sindacali è di fondamentale importanza e dobbiamo batterci per ottenerlo, e che per quanto riguarda la pubblica amministrazione si deve partire sì dal reclutamento ma ragionando in termini di un vero e proprio piano straordinario per l’occupazione. Come base di partenza il numero che abbiamo stimato si aggira intorno alle 700.000 unità – ribadisce Vanoli -. Serviranno tantissime nuove competenze ma da nessuna parte c’è scritto che le nuove competenze si debbano trovare per forza solamente nel settore privato – precisa -. E ovviamente non possiamo non rivendicare ancora e sempre il rinnovo del contratto, se vogliamo ragionare di efficientamento e rinnovo della pubblica amministrazione”.

Le prossime elezioni delle Rappresentanze Sindacali Unitarie nell’igiene ambientale e nei settori pubblici avverranno nel contesto segnato dalla pandemia, tra crisi e grandi insicurezze. Ma la segretaria Fp ha fiducia nel valore della Cgil, per la visione di sistema Paese che ha in mente.

“Abbiamo le idee chiare, in questo periodo in cui si sta scrivendo l’Italia del futuro, di che Paese vogliamo, e le nostre proposte di riforma sono tutte nero su bianco, a partire dalla Carta dei diritti universali del lavoro. Perché il lavoro, i suoi diritti e le sue tutele siano riconosciuti in capo alle persone, a tutte, indipendentemente dal tipo di lavoro che fanno.

Come Fp Cgil siamo convinti che rispettando e rilanciando il lavoro, rispettando e valorizzando le lavoratrici e i lavoratori, l’Italia riparte, l’Italia dei diritti di cittadinanza erogati dal lavoro pubblico”.