3 Dec 2021
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Servizi ambientali / Sciopero contro una norma sbagliata

Adesione media del 70% allo sciopero che oggi ha unito i settori igiene ambientale, elettrico, gas ed acqua messi a rischio dall’articolo 177 del Codice degli Appalti.

30 giu. 2021 – Riuscito lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi ambientali, con un’adesione media nazionale del 70%.

La protesta, congiunta a quella dei settori elettrico, gas e acqua, muove contro l’articolo 177 del Codice degli Appalti (Legge 50/2016) che, se non sarà modificato entro la scadenza a fine anno delle proroghe applicative, comporterà l’obbligo per le aziende di frammentare i servizi esternalizzando l’80% delle attività e mettendo a rischio circa 150mila posti di lavoro.

In Lombardia, già per la sola multiutility A2A lavorano più di 10mila operatrici e operatori ma sono tante e sparse su tutto il territorio le imprese che erogano servizi essenziali e strategici per le cittadine e i cittadini e il Paese. Così anche nella nostra regione oggi si sono tenuti presidi unitari davanti alle Prefetture, organi di prossimità del governo, e delegazioni sindacali hanno esposto ai Prefetti le istanze per fare abrogare questa norma ingiusta.

“Non possiamo accettare che un servizio essenziale come quello dell’igiene ambientale venga distrutto da un sistema di gare d’appalto al massimo ribasso, altrimenti l’impatto sui servizi dati alla cittadinanza sarà devastante sia in termini di qualità che di costi economici – hanno dichiarato Davide Viscardi, Giovanni Faraci e Grazia Golosi, segretari di Fp Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti della Lombardia, preoccupati in particolare per la “tenuta occupazionale e contrattuale. Il comparto dei servizi ambientali sotto questa pandemia è stato considerato in prima linea, come il settore della sanità, e le lavoratrici e i lavoratori hanno continuato a erogare i servizi alla cittadinanza anche durante il lockdown. È un settore basilare, va tutelato, valorizzato e rafforzato” rimarcano.

Al presidio milanese, che ha riunito anche il comprensorio del Ticino Olona, le lavoratrici e i lavoratori della Fp Cgil hanno rappresentato la loro rabbia con lo slogan, diretto da Pietro Coppola, lavoratore Ala Legnano, “no allo spezzatino dei servizi pubblici”. Oppure, con Vito Martellotta, coordinatore Amsa Milano, che dal palchetto improvvisato riprende lo slogan dei colleghi ed evidenzia le “conseguenze per la cittadinanza” se questo articolo 177 non verrà cambiato e si procederà a “frammentare servizi, aziende e lavoratori”. Ma bisogna agire l’ottimismo della volontà e allora: “Uniti si vince e vinceremo” tuona il sindacalista.

La questione non è solo sindacale ma anche politica. “Non si possono esternalizzare servizi pubblici essenziali e di qualità. I referendum del 2011 sono stati vinti e quel voto va rispettato. In gioco c’è anche il rispetto della democrazia” sostengono Viscardi, Faraci e Golosi.

Il segretario generale Cgil Maurizio Landini chiede di togliere il 177 dal Codice. “Ci stiamo battendo perché questa idea che privatizzare, esternalizzare, risolva i problemi non è quella giusta – dice -. Esternalizzare queste attività significa aumentare i costi per lo Stato nella gestione di questi servizi, mettere a repentaglio l’occupazione di tante persone, mettere in discussione aziende che stanno funzionando e che hanno dimostrato la capacità di risolvere i problemi per cui sono nate”.

Dal canto suo, la segretaria generale Fp Cgil Serena Sorrentino rileva in una nota mandata alle strutture: “Dopo la vittoria, grazie alla mobilitazione unitaria confederale, contro la liberalizzazione dei subappalti, occorre che anche la nostra mobilitazione unitaria e con le categorie dell’energia contro l’entrata in vigore dell’art 177 trovi un positivo riscontro. Lavoreremo affinché il Ministro Giovannini e il Governo diano rassicurazioni in tal senso con una grande attenzione anche alle ricadute sui contratti in via di rinnovo, sulle prospettive che si aprono per il settore in relazione alle misure del PNRR sull’economia circolare e sui processi di aggregazione e sviluppo industriale delle aziende operanti nel settore dei servizi ambientali. Da questa emergenza – aggiunge – il lavoro nel settore deve uscire più tutelato, valorizzato e sicuro. Sicurezza e innovazione, diritti e rilancio del valore dei servizi ambientali, che meritano grande riconoscimento come servizi essenziali anche e soprattutto per il lavoro svolto in pandemia, sono per noi impegno delle prossime settimane”.

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